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Covid, Federazione Alzheimer: “Includere le persone con demenza nella categoria 1 del Piano vaccinale”

Lettera aperta al premier Draghi, al ministro della Salute Speranza e al Commissario straordinario Figliuolo. La presidente, Gabriella Salvini Porro: “Nonostante gli appelli, a oggi la situazione non si è ancora sbloccata. le persone con demenza non possono pertanto essere considerate solo fragili, ma devono essere ritenute persone con malattie gravi che richiedono la priorità nel piano vaccinale”

6 aprile 2021

ROMA – “Il 4 marzo e il 22 marzo 2021 noi della Federazione Alzheimer Italia abbiamo chiesto con forza che le persone con demenza venissero inserite come prioritarie nel piano vaccinale, tramite due lettere inviate al Presidente Draghi, al Ministero della Salute, al commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Generale Figliuolo, all’Istituto Superiore di Sanità, al Comitato Tecnico Scientifico, all’Agenzia Italiana del Farmaco. Le persone con demenza non sono state infatti considerate una categoria priorità né nella prima versione delle ‘Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19’, risalente all’8 febbraio, né nell’aggiornamento dello stesso documento diffuso il 10 marzo. La medesima richiesta è arrivata anche da diverse società scientifiche che si occupano a vario titolo di demenza - quali l’Associazione autonoma aderente alla SIN per le demenze (SINDEM), la Società italiana di neurologia (SIN), la Società italiana di gerontologia e geriatria (SIGG), la Società italiana di Medicina generale e delle cure primarie (SIMG) – e da molte altre associazioni di familiari”. A ricordarlo è Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia, che invia una lettera aperta ancora all’attenzione del premier Mario Draghi, del ministro della Salute Roberto Speranza e del Commissario straordinario per l’emergenza Covid, generale Francesco Figliuolo

Eppure, nonostante le lettere e gli appelli – ricorda la presidente della Federazione Alzheimer Italia – “ a oggi la situazione non si è ancora sbloccata e all’interno delle ‘Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-Sars-CoV-2/Covid-19’ si continua a parlare di persone con disabilità grave (secondo la legge 104) e loro caregiver, ma non viene fatto alcun cenno alle persone con demenza, nonostante sia stato confermato dallo stesso Istituto Superiore di Sanità che 1 su 5 decessi da Covid-19 ha riguardato persone che avevano una storia di demenza”.

Continua la presidente: “La demenza è una sindrome, ovvero un insieme di sintomi causati da diverse malattie: le persone con demenza non possono pertanto essere considerate solo fragili, ma devono essere ritenute persone con malattie gravi che richiedono la priorità nel piano vaccinale. In Italia ci sono un milione e 200 mila persone e loro familiari che vivono ogni giorno a stretto contatto con la demenza e ognuna di queste persone sta aspettando di veder riconosciuto il proprio diritto fondamentale alla salute – conclude -. Queste persone hanno già pagato un prezzo altissimo per colpa di questa pandemia, crediamo che adesso sia indispensabile prenderci cura di loro”.

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