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Non autosufficienza. Legacoopsociali: “Ripensare la filiera dei servizi di cura”

Costruire proposte condivise per definire i requisiti essenziali della filiera e iniziare un percorso di sperimentazione a livello nazionale. Ne parla un working paper pubblicato in questi giorni. Vanni: “Prendere in carico i bisogni di una persona vuol dire accompagnarla in un percorso di empowerment”

15 febbraio 2021

ROMA - L'emergenza Covid ha reso ancora più evidente la necessità di tessere una rete di servizi a sostegno della cura delle persone più deboli. Legacoopsociali ha tenuto il laboratorio “Ripensare la filiera integrata dei servizi rivolti a persone non autosufficienti” nei mesi di ottobre e novembre 2020, all’interno del progetto Sent-Social Enterprise. Dagli esiti è nato un working paper pubblicato su Percorsi di Secondo Welfare.

L’obiettivo è stato quello di costruire ipotesi e proposte condivise per definire requisiti essenziali di una filiera integrata di servizi di cura alle persone in condizione di fragilità e iniziare un percorso di socializzazione di esperienze e competenze, creazione di collegamenti e collaborazioni, animare un vivaio di idee comuni e soluzioni praticabili da sperimentare nei servizi a livello nazionale e territoriale. Due i prodotti esito del confronto: un canvas, una mappa sinottica delle questioni da affrontare in ambito di programmazione, progettazione e gestione operative di filiere integrate di servizi di cura alla persona, e un documento di sintesi che mette in luce alcuni elementi di visione e proposte per la costruzione di una filiera integrata di servizi per le persone in condizione di non autosufficienza, anziane e con disabilità.

In un’intervista che presenta i risultati su Secondo Welfare la presidente nazionale Eleonora Vanni ha affermato: “nella nostra visione “prendere in carico” i bisogni di una persona non vuol dire sostituirsi a lei nella definizione della scelta delle risposte appropriate, ma significa accompagnarla in un percorso di empowerment attraverso l’ascolto e il sostegno alla sua partecipazione attiva, la promozione e la valorizzazione delle sue risorse e di quelle del contesto in cui vive. Da qui la scelta di promuovere un laboratorio dedicato alla filiera integrata dei servizi di cura alla persona che, muovendo dall’esperienza sul campo delle cooperative e da un’idea condivisa della necessità di arricchire e nel contempo rendere sostenibile il modello attraverso l’attivazione di tutte le risorse disponibili verso un sistema di welfare society più che di welfare mix delle risorse e delle presenze, elaborasse una proposta operativa basata su alcuni principi cardine, ma aperta e flessibile in grado di accogliere gli esiti di un contraddittorio allargato e, operativamente, di adeguarsi a differenti contesti”.

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