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Rsa, “Scriveteci una cartolina”: l’appello di un’educatrice di una casa di riposo comasca

Fosca Bettiga lavora nella Rsa Casa Sacro Cuore di Pianello del Lario. Di fronte al calo delle capacità fisiche e mentali degli ospiti, segnati dal lockdown, ha lanciato un appello sui social: “Mandateci lettere e cartoline: per noi sono uno stimolo e una testimonianza dell’affetto del mondo esterno”

14 novembre 2020

PIANELLO DEL LARIO (Como) – “Ciao a tutti, siamo i residenti della Rsa Casa Sacro Cuore di Pianello del Lario, alto Lago di Como. La nostra età media si aggira sui 90 anni e il ricevere una cartolina ci fa molto piacere. Possiamo chiedervi di riempirci le giornate con qualche messaggio dal mare, dalla montagna, dalla pianura, dalla campagna e farci sentire un po’ meno isolati in questo periodo un po’ particolare per noi? Ringraziamo in anticipo chi vorrà dedicarci un attimo del sul tempo e assicuriamo tanti bei pensieri per tutti voi. Un virtuale forte abbraccio”. Il messaggio, scritto su una cartolina – sempre virtuale – è apparso su alcuni gruppi Facebook di viaggiatori e scrittori tra domenica e lunedì. Martedì mattina le prime lettere erano nella casella di posta elettronica della segreteria della rsa comasca, per la gioia degli ospiti. Mente di questa iniziativa – che sui social sta spopolando, tra like, commenti e condivisioni – è Fosca Bettiga, educatrice della struttura in questione. “I primi tre messaggi – spiega – sono arrivati da Milano, Rivalta di Torino e Rapallo. Le abbiamo lette a cena: i mittenti avevano speso parole bellissime per i nostri ospiti, che sono rimasti colpiti. Le aspettavano, erano molto emozionati”.

La struttura protagonista di questa storia è la Rsa Casa Sacro Cuore di Pianello del Lario, alto Lago di Como. Si tratta di una realtà piccola, che può ospitare sino a 52 ospiti, tra donne e uomini. Fa parte della Congregazione delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza, le suore di don Guanella (proclamato Santo da Benedetto XVI nel 2011). A marzo, Fosca Bettiga si è ammalata di Covid e, da casa, ha deciso di scrivere lettere destinate ad alcune ospiti per salutarle: “Ancora oggi ogni tanto me le tirano fuori dalla borsetta, mi dicono ‘ce l’ho ancora sai?’. Le hanno custodite gelosamente. Così, in questi giorni, mi è venuto in mente di provare a lavorare con le lettere e le cartoline, anche per una sorta di esercizio di orientamento spaziale. Quest’anno, purtroppo, gli ospiti hanno avuto un forte calo delle capacità sia fisiche sia, soprattutto, cognitive: la presenza dei familiari manca tanto. Ho pensato che una cartolina, magari di un posto a loro caro, potesse risvegliare qualche ricordo sopito. Una delle prime lettere veniva da Rapallo, dove una nostra ospite – ci ha poi raccontato – aveva una volta passato le vacanze. È stata una bella sorpresa, per lei e per noi”.

Suor Bianca, la Superiora, si è subito convinta della bontà dell’iniziativa, lanciata via social per accelerare i tempi di reazione: “Vedo il decadimento che avanza veloce. I nostri ospiti hanno bisogno subito di stimoli”. Chiunque può partecipare all’iniziativa: l’indirizzo della rsa è via Calozzo 126, 22010 Pianello del Lario. Oppure si può mandare una mail a educatori.pianello@gmail.com: “Appena pubblicato l’appello mi hanno scritto persone dalle zone rosse chiedendomi una mail, non potendo uscire di casa per comprare e imbucare una cartolina. E noi siamo felici di avere anche quest’altra opportunità”.

“Viviamo in un paesino di un migliaio di abitanti. I locali sono piccoli, si respira un clima molto familiare. Ci piace organizzare progetti, magari con le scuole: ne stiamo portando avanti uno dedicato a Gianni Rodari. I familiari sono molto presenti, gli stimoli non ci sono mai mancati. Poi, però, è arrivato il Covid: quest’anno abbiamo bisogno eccome di stimoli, di affetto e di vicinanza, ecco il perché di questa iniziativa.” Il Covid non è riuscito a stravolgere la struttura: dopo pochi casi tra ospiti e operatori a giugno, se ne sono registrati altrettanti adesso, tra il personale. “Facciamo sempre screening collettivi, anche se ultimamente vanno a rilento perché i laboratori sono saturi per le esigenze dell’hinterland milanese. Ci hanno consegnato 40 tamponi rapidi con la raccomandazione di usarli con parsimonia, in attesa che ne arrivino altri”.

È da febbraio che i familiari non entrano nei reparti: da maggio sino al 13 ottobre le visite sono riprese all’esterno, prima divisi da vetri poi da plexiglass. In reparto non è più stato possibile entrare, se non per condizioni molto gravi dei pazienti, e con tutti i dpi necessari. Adesso facciamo solo videochiamate, tramite WhatsApp comunichiamo con i parenti con la massima trasparenza. Ma quanto manca il contatto fisico! Potersi vedere, anche dietro un vetro, era comunque un’altra cosa, molto più stimolante. In questi mesi sono cambiate tante cose: a marzo gli ospiti erano felici chiudessimo, la televisione ripeteva che gli anziani erano quelli più a rischio, loro qui si sentivano come in una bolla protetta. Purtroppo, oggi, è molto diverso, e la chiusura, psicologicamente, pesa molto. A tutti il noi il compito di sostenerli ancora e con più energia di prima, in attesa di riprendere presto una parvenza di normalità”.

E chissà che l’iniziativa di Fosca non possa essere esportata e presa a modello anche da tante altre rsa. A Pianello, intanto, le prime lettere e le cartoline sono già appese sui muri, per essere godute e rilette ogni volta che arriva la malinconia.

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