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Cancro infantile, nasce il Comitato per la ricerca: i 18 anni di Soleterre

Si è riunito per la prima volta IESC, una comunità permanente composta da psicologi e medici oncologici, che hanno firmato un Manifesto per affrontare le sfide dell’oncologia pediatrica. Il presidente Rizzi: “Il tumore contribuisce ad oltre due terzi dei decessi in tutto il mondo, rappresentando la causa di morte di 7 persone su 10”

21 ottobre 2020

ROMA - Soleterre compie 18 anni di attività in campo psicologico e medico. In occasione della “maggiore età” della fondazione, nello stesso giorno, si è riunito per la prima volta il Comitato etico scientifico internazionale (IESC), una comunità permanente composta da psicologi e medici oncologi delle principali strutture del mondo che intendono assumere un approccio metodologico multidisciplinare allo studio della cura del cancro infantile. I lavori sono stati avviati a Taranto, luogo simbolo grazie al neonato reparto di Onco-ematologia Pediatrica del SS. Annunziata e prima linea delle attività della Fondazione.

In questa occasione, i membri del Comitato hanno firmato un Manifesto attraverso il quale si impegnano ad affrontare insieme alcune sfide globali inerenti l’oncologia pediatrica: l’equità nella conoscenza, con la formazione e l’aggiornamento medico condiviso tra Nord e Sud del mondo, adattando la pratica clinica alle condizioni e opportunità scientifico-tecnologiche dei Paesi; l’uguaglianza nella cura ovvero garantire opportune dotazioni diagnostiche e chirurgiche, dispositivi medicali, farmaci ad ogni bambino malato; la dignità nella cura ossia garantire ai bambini e ai loro familiari la possibilità di affrontare la malattia in maniera dignitosa, promuovendo e tutelando i loro diritti, garantendo adeguati servizi di supporto sociale, psicologico, logistico, educativo. L’intento è allinearsi all’Iniziativa globale per il cancro infantile promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità per raggiungere almeno il 60% di sopravvivenza per i bambini con cancro entro il 2030, salvando oltre un milione di vite e raddoppiando il tasso di guarigione globale.

 “Le malattie non trasmissibili, tra cui il tumore, - spiega il Presidente di Soleterre, Damiano Rizzi –   contribuiscono oggi ad oltre due terzi dei decessi in tutto il mondo, rappresentando la causa di morte di 7 persone su 10, e i quattro quinti delle morti si verificano nei paesi a basso e medio reddito.  Ogni anno si stima che almeno 300.000 bambini di età inferiore ai 15 anni ricevono una diagnosi di cancro in tutto il mondo, con quattro volte più probabilità di morire per i bambini che vivono nei paesi a basso e medio reddito. Soleterre in questi 18 anni è riuscita a fare la differenza per la vita di migliaia di bambini. Ne è la prova venire a sapere quelli che 10 anni fa abbiamo aiutato a guarire dal cancro e allora non avevano alcuna possibilità di guarigione perché nati in un paese povero, oggi si accingono a diventare genitori a loro volta. Per tutti noi questo è il traguardo più grande. Oggi, con la firma del Manifesto abbiamo creato una comunità scientifica internazionale che vede membri del Nord e del Sud del mondo impegnati fianco a fianco per l’avanzamento della cura e della ricerca sul cancro infantile”.

Nei 18 anni di attività della fondazione sono già stati realizzati 217 progetti realizzati in 23 Paesi del mondo, cure mediche e sostegno garantito a 37.263 bambini malati di cancro, 140.362 minori, 257.212 tra uomini, donne e bambini, 3 sedi in Italia e 6 nel mondo, 37 volontari, 57 psicologi in prima linea nei reparti pediatrici, durante l'emergenza Covid-19, nelle scuole e nel territorio, 64 milioni di euro impiegati grazie al contributo di 35.700 donatori, 684 aziende, 219 enti e istituzioni e 4 milioni di sms donati.

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