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Roma, trasporto disabili sospeso: “Non si può fermare un servizio pubblico essenziale”

La denuncia di una mamma, rilanciata da un gruppo di associazioni: “Una delle società che gestiscono il servizio lo ha interrotto, perché il Comune è in ritardo da mesi con i pagamenti. Chiediamo con urgenza il ripristino: impossibile per tanti anche raggiungere luoghi di cura”

17 ottobre 2020

ROMA - “Non si può interrompere così un servizio pubblico essenziale: noi famiglie siamo sempre più abbandonate a noi stesse”: la denuncia arriva da una mamma caregiver, che vive a Roma, nel 2° municipio. Sua figlia è una delle tante “vittime” della sospensione improvvisa del trasporto disabili da parte della cooperativa Tundo, una delle società che svolgono questo servizio per conto del Comune. Il motivo? Un ritardo nei pagamenti, da parte del Campidoglio, che va avanti già da diversi mesi.

A fare le spese di questa inefficienza sono ora però proprio i più fragili: delle varie società che operano per conto del Comune, “la Tundo è infatti quella che assicura il trasporto delle persone in carrozzina. Solo un'altra dispone di mezzi con pedana, ma in numero esiguo e con orario limitato, quindi del tutto insufficiente a soddisfare la richiesta dei disabili in sedia a rotelle”. A raccogliere e rilanciare la denuncia della mamma è un gruppo di associazioni di caregiver di Roma:  Community Sorelle di cuore-Oltre lo Sguardo Onlus, Hermes Aps, Nuove Frontiere Aps, Guerrieri Spqr. “Unitamente alla Consulta H di Roma continuiamo la nostra battaglia in Campidoglio - affermano - Il servizio di trasporto dei disabili è servizio pubblico essenziale, la cui interruzione può comportare conseguenze legali. La pandemia e le scarse politiche a favore delle persone con disabilità si sommano ad un sistema di welfare completamente inadeguato – denunciano - Le famiglie sono sempre più abbandonate a loro stesse. Chiediamo con urgenza l'intervento degli uffici competenti- concludono - affinché i cittadini disabili con ridotta mobilità motoria possano continuare a fruire del trasporto e, quindi, poter raggiungere i luoghi ove ricevono cure e assistenza necessarie”.

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