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Autismo non è indifferenza: Angsa Lazio chiama, Crepet risponde

La presidente dell'associazione critica la definizione di “autismo emotivo”, attribuita dallo psichiatra agli assassini di Colleferro e di Lecce. “Si rafforza lo stigma dell'autistico pericoloso”. Intanto Crepet si scusa con una mamma: “Non ho scritto io il titolo. Mi riferivo all’indifferenza e mancanza di sensibilità che aleggia tra molti giovani di oggi”

30 settembre 2020

ROMA - “Ancora una volta il termine autismo viene utilizzato con una connotazione negativa e in maniera spregiativa: inoltre in questo caso - e non è la prima volta - lo si usa per dare un'accezione assolutamente sbagliata della condizione autistica: si vuole indicare l'indifferenza, il fatto di sentirsi al di fuori, di vivere in un mondo a parte, perché questo si voleva intendere con 'autismo emotivo', l’essere distaccati”. Così Stefania Stellino, presidente di Angsa Lazio, commenta e critica l'articolo pubblicato da Paolo Crepet su Huffington Post, in cui lo psichiatra definisce la gioventù “affetta da autismo emotivo” appunto, riferendosi ai responsabili dei recenti omicidi di Colleferro e Lecce.

“Ma la persona autistica  non necessariamente è distaccata dal mondo – precisa Stellino – Anzi, le persone  nello spettro dell’autismo forse sono quelle più ancorate alla realtà e al mondo, con la loro logica e le loro routine. Quindi parlare di autismo emotivo è assolutamente deprecabile – afferma la presidente di Angsa Lazio - soprattutto se a farlo è un professionista che dovrebbe parlare con cognizione di causa”.

L'invito è quindi a un chiarimento pubblico: “Mi piacerebbe molto avere un confronto con Crepet, magari un confronto pubblico, per capire che cosa pensa sia l'autismo e spiegargli che cosa effettivamente sia, vissuto dai genitori, magari da quelli che hanno più di un autismo in casa. Perché è troppo facile dire autismo per parlare sempre dell'isolamento – afferma Stellino - L'autismo non è questo”.

Inganna forse l'etimologia: “Forse Crepet si riferisce forse lui voleva riferirsi all'etimo authos, chiuso in se stesso. Ma questa cosa non è più possibile”. Non solo: “con questa definizione, Crepet rischia di stigmatizzare ancora di più le persone autistiche, etichettandole come potenzialmente pericolose, accostando il sostantivo autismo a degli assassini senza scrupoli. Aristotele direbbe: quei tre sono degli assassini, quegli assassini sono degli autistici emotivi, gli autistici sono degli assassini, almeno potenziali”.

Crepet risponde a una mamma

Intanto lo psichiatra ha replicato alle osservazioni di una mamma, socia di Angsa Lazio: “Sapesse quanto sono dispiaciuto per la polemica e per le offese che ho ricevuto per quell’articolo – scrive - Il titolo non lo scrive mai chi ha fatto il pezzo ma la redazione, tanto è vero che il direttore, Mattia Feltri, mi ha chiesto scusa, proprio come io faccio ora con lei se una mia frase in virgolettato (che in italiano si suole chiamare traslato ) ha indotto dolore e sgomento. Lungi da me accostare l’autismo, come forma clinica, a due o più assassini, ma come lei ha ben letto mi riferivo all’indifferenza e mancanza di sensibilità che aleggia tra molti giovani di oggi. La prego di far pervenire queste mi scuse alle persone che si sono sentite offese da ciò che non penso”.

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