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Lavoro e centri diurni, qualcosa si muove

È uscito il numero di luglio di “SuperAbile Inail”, il mensile sui temi della disabilità pubblicato dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, con un lungo focus sul covid-19

20 luglio 2020

ROMA – Un approfondimento sui segni che la pandemia ha lasciato tra le cooperative sociali che si occupano di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, due parole su come sta andando la riapertura dei centri diurni per disabili, uno studio sul ruolo del terapista occupazionale e sul recupero dei pazienti post covid e un’intervista a Desy Icardi, scrittrice, cabarettista e comic-blogger ipovedente. Più uno sguardo ad “Alza la testa”, la mostra fotografica itinerante realizzata prima del lockdown da Manuele Galante in collaborazione con Progetto Emmaus. E poi ancora: libri, musica, cinema e notizie. È uscito il numero di luglio di “SuperAbile Inail”, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, consultabile anche online.

Terminata la fase più dura dell’emergenza sanitaria è tempo di bilanci. E di contare i danni, in qualche caso. Come le cooperative sociali di tipo B che fanno i conti con cali, talvolta drastici, del fatturato. Ma ci sono anche i centri diurni per persone con disabilità che riaprono i battenti a macchia di leopardo, la didattica a distanza che non ha funzionato e i terapisti occupazionali, che spesso hanno dovuto reinterpretare il proprio ruolo. I volti e le voci della pur difficile ripresa sono stati raccolti in un lungo Speciale coronavirus. E mentre chiude il reparto positivi dell’Istituto di riabilitazione di Montecatone, parte “+Aria”, il progetto per i bambini con sindrome Charge voluto da Cbm e fatto di  pet therapy, ortoterapia e altre attività ricreative inclusive e di assistenza.

"Della disabilità sì, io rido. Chiaro che sarebbe irrispettoso ridere in faccia a qualcuno che ha appena avuto una tragedia, ma in genere rimuginare su un problema non risolve niente mentre un po’ di ironia, e specialmente di autoironia, aiuta. L’umorismo in genere alleggerisce le cose, difficilmente le peggiora. Non è che uno sia più disabile dopo una battuta, salvo che non la capisca". La pensa così Desy Icardi, autrice di “La ragazza con la macchina da scrivere” (Fazi 2020), che nel suo nuovo monologo “I diari del bastone bianco” – in corso di  lavorazione – ha scelto di raccontare il lato umoristico del suo essere ipovedente.

Ma sul numero di luglio di “SuperAbile Inail” trova posto anche la ripartenza dello sport paralimpico dopo mesi di chiusura e il progetto “Facce da museo” lanciato dall’associazione La casa di Asterione di Ascoli Piceno per formare giovani guide turistiche con disabilità intellettiva in grado di accogliere i coetanei che vivono la loro stessa condizione. Spazio poi alla cultura, con il videoclip “Invincibile” di Alessandro Marella, il documentario “Squizo” sulla vita dello scrittore schizofrenico Louis Wolfson e il film “In viaggio verso un sogno”, il cui protagonista è un ragazzo Down che sogna di diventare un campione di wrestling. Infine, non possono mancare le rubriche su app, hi-tech e mondo social, oltre all’ironia irriverente delle strisce di “Fabiola con l’acca”. E come sempre è online la Guida al PDF accessibile, realizzata in collaborazione con la Uici per rendere fruibili alle persone cieche e ipovedenti tutti i numeri del magazine. (mt)

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