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“Distanti, ma in contatto”, il primo spettacolo teatrale post Covid della Casa dei risvegli

Uno spettacolo racconta com'è stato vissuto il lockdown e come sta andando la ripresa per le persone con esiti di coma dell’associazione Gli amici di Luca. In scena i partecipanti al laboratorio “Dopo… di nuovo”, proseguito in remoto anche durante la quarantena

14 luglio 2020

BOLOGNA – Dopo il lockdown anche l’associazione Gli amici di Luca torna sulla scena. Ieri, lunedì 13 luglio alle 21, nel cortile dell'Itc teatro a San Lazzaro di Savena (Bologna), il primo spettacolo teatrale messo in scena dopo l’emergenza Covid si intitola “Distanti, ma in contatto”: un momento di riflessione sulla distanza fisica vissuta in questi mesi, che non ha impedito la vicinanza affettiva e creativa da remoto attraverso il laboratorio “Dopo... di nuovo, gli amici di Luca”, nato 11 anni fa e proseguito anche in tempi di quarantena. “In questi anni si è creato un gruppo molto unito, che ha tanta voglia di stare insieme – racconta Antonella Vigilante, che si occupa del coordinamento pedagogico –. La pandemia rischiava di creare un grande distacco, e così ci siamo ingegnati per dare continuità al nostro percorso. Abbiamo quindi organizzato alcune attività in remoto, andando avanti per 14 settimane: il lunedì veniva data una consegna per iscritto, con esercizi e improvvisazioni, ognuno a casa ci lavorava, si registrava, e poi inviava il suo contributo video. Alla fine tutti i video venivano assemblati insieme e mandati attraverso la nostra chat di gruppo su Whatsapp. Questo era un modo per mantenerci in contatto e non perdere il legame che si è creato nel tempo, anche se per alcune persone non è stato facile, perché non tutti hanno piena autonomia e dimestichezza coi dispositivi tecnologici”.
 
Dopo la fine del lockdown, Antonella Vigilante insieme a Alessandra Cortesi, che conduce il laboratorio, hanno organizzato alcune giornate di attività in presenza, nel rispetto delle distanze di sicurezza e delle norme sanitarie per evitare il contagio. Il risultato è stato proprio “Distanti, ma in contatto”: lo spettacolo, organizzato nell’ambito del progetto “Diversimili: coma to community”, è stato ad ingresso libero. Sul palcoscenico si sono alternati dieci attori partecipanti del laboratorio: il racconto dei loro vissuti personali si è avvicendato alla visione di alcuni video realizzati durante la fase di quarantena.
 
“Il teatro è un linguaggio importante, su cui da anni puntiamo come associazione – conclude Fulvio De Nigris, fondatore insieme con Maria Vaccari dell’associazione Gli amici di Luca e direttore del Centro studi sul coma della Casa dei risvegli di Bologna –. Questa sarà un’occasione per ripresentarci al pubblico dopo il lockdown, e parlare di quelle che sono state le nostre ansie e paura, ma anche le speranze e i desideri”.

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