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Emilia-Romagna, altri 10 milioni-premio anche a chi non cura

Bonus Covid a tutto il personale sanitario, compresi tecnici e amministrativi. Il presidente Bonaccini e l’assessore Donini: “Tutto il sistema sanitario regionale ha affrontato in maniera coesa l'emergenza”

11 luglio 2020

ROMA - Altri 10 milioni per 'premiare’ il personale sanitario dell'Emilia-Romagna: questa volta a ricevere il bonus sarà tutto il personale, compresi tecnici e amministrativi. La giunta regionale ha infatti approvato una delibera che dà seguito al confronto avviato con le organizzazioni sindacali (13 sigle) dopo le modifiche alla materia introdotte dal decreto "Rilancio" insieme all'integrazione delle risorse. Tra le principali novità, spiega la Regione, l'allargamento dell'ambito di applicazione del trattamento economico accessorio, che ora fa appunto riferimento a tutti i lavoratori dipendenti del sistema sanitario, compreso il personale dirigenziale del ruolo professionale, tecnico e amministrativo: non più quindi il solo organico sanitario, ma anche chi a vario titolo fa parte della 'macchina’ che assiste e cura i cittadini.
 
"Insieme al personale più in prima linea come medici, infermieri e soccorritori, è stato tutto il sistema sanitario regionale che ha affrontato in maniera coesa l'emergenza Covid, lavorando con sacrificio e disponibilità massima per difendere la salute di tutti gli emiliano-romagnoli", affermano il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l'assessore alla sanità Raffaele Donini. Per questo "abbiamo ritenuto giusto e doveroso riconoscere un premio anche ai professionisti, ai tecnici e agli amministrativi che, ognuno per le proprie competenze, hanno permesso alla nostra sanità di affrontare nel migliore dei modi una crisi senza precedenti, mantenendo tuttora alta l'attenzione sul virus e gestendo la fase di ritorno all'erogazione delle prestazioni e dei servizi ordinari".
 
Cambia anche il criterio di priorità dell'assegnazione delle risorse, spiega ancora la Regione: verranno remunerate tutte le prestazioni correlate alle particolari condizioni di lavoro dettate dall'emergenza Covid-19, e non solo quelle di lavoro straordinario. Inoltre, le risorse, che potranno derogare anche ai vincoli in materia di spesa per il personale, oltre che a quelli sulla consistenza dei fondi contrattuali, potranno essere destinate anche ad altri fondi, in particolare quelli che finanziano la performance organizzativa e individuale. Al netto degli oneri, queste nuove risorse valgono 10,6 milioni di euro e sono state stabilite dal decreto 'Rilanciò su un totale di 190 milioni di euro erogati al sistema sanitario nazionale come ulteriore finanziamento. "Regione e sindacati- previsa viale Aldo Moro- hanno scelto di confermare il medesimo criterio di riparto già utilizzato a maggio, che si rifà a una proporzione con il numero di lavoratori in servizio".

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