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L’ospedale materno-infantile di Reggio Emilia pronto a partire

Chiusa la fase di progettazione del nuovo edificio sanitario, che sarà collocato nell'area dell'Arcispedale Santa Maria. Fausto Nicolini, direttore generale dell'Ausl-Irccs di Reggio Emilia: “Non è più un sogno, un'utopia, ma un progetto che sarà realizzato”

29 giugno 2020

REGGIO EMILIA - L'ospedale materno-infantile di Reggio Emilia (Mire) "non è più un sogno, un'utopia, ma un progetto che sarà realizzato. E spero di essere invitato all'inaugurazione". Lo dice Fausto Nicolini, direttore generale dell'Ausl-Irccs di Reggio Emilia - che andrà in pensione tra sei giorni- annunciando oggi la chiusura della fase di progettazione definitiva del nuovo edificio sanitario, che sarà collocato nell'area dell'Arcispedale Santa Maria di fianco al centro per le malattie oncoematologiche (il Core). A sei anni da quando ne fu concepita l'idea, il cosiddetto ospedale reggiano "della mamma e del bambino" è ora pronto a partire dopo che le coperture finanziarie per la sua realizzazione -oltre 42 milioni di cui più della metà investite dalla Regione- sono state tutte assicurate. Il 26 giugno il bando per l'appalto dei lavori è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e quella europea. Nel capitolato, che mette a gara in modo unitario i tre lotti dell'intervento, sono previsti anche oneri specifici, relativi alle misure di sicurezza anti coronavirus, che si è stimato di applicare per almeno due anni.



L'aggiudicazione dell'appalto (e la posa della prima pietra) è prevista intorno ai primi mesi del 2021. Il cantiere del Mire, struttura da 17.000 metri quadri su tre piani, dovrebbe durare circa 5 anni e concludersi nel 2026. Il progetto del terzo lotto, a cura dello studio di architettura reggiano "Binini" è stato in particolare finanziato con 800.000 euro grazie alla donanzione della'associazione "Curare onlus", già attivissima nella raccolta fondi per il Core. "È la conferma di una società pubblica eccellente, a proposito di chi voleva privatizzarla, in tutto o in gran parte", dice il presidente della Regione Stefano Bonaccini. Poi, in relazione al tema dei punti nascita nelle aree periferiche chiusi in regione, Bonaccini rassicura: "Il Mire non toglie nulla, anzi aggiunge. sarà un altro fondamentale tassello a fianco dei servizi esistenti. E noi i punti nascita, come abbiamo promesso, li riapriremo in sicurezza". Il progetto di Reggio, conclude Bonaccini, "disegna la sanità del futuro, che per noi deve avere al centro le persone, investendo sempre più sulla territorialità e, perfino, sulla domiciliarità”.



Il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, prevede "una sfida di riorganizzazione positiva e riqualificazione dei luoghi che si accompagnerà alla costruzione del nuovo ospedale". Mentre per il sindaco Luca Vecchi le parole d'ordine di questo "progetto complesso, che richiede tempo, sono state caparbietà, perseveranza e senso di responsabilità”.

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