SuperAbile






In Sportelli e Associazioni

Notizie


Dagli ospedali alle carceri: si chiude l'intervento di Msf nelle Marche e nel lodigiano

Più di 60 operatori impiegati. "E' sul territorio che si vince il coronavirus, attraverso attività di prevenzione, sorveglianza e igiene pubblica".

2 giugno 2020

ROMA – Dopo quasi tre mesi di azione contro il Covid-19 in Italia, nei luoghi simbolo dell’epidemia come ospedali e strutture per anziani e sul territorio tra medici di famiglia e spazi di aggregazione sociale, Medici Senza Frontiere porta a termine le attività nel lodigiano e nelle Marche: più di 60 operatori impiegati, tra medici, infermieri, esperti di igiene, promotori della salute e psicologi, con alle spalle una lunga esperienza nella gestione di epidemie complesse. L’intervento continua in alcune carceri in Lombardia, Piemonte e Liguria per proteggere dal contagio detenuti, agenti e operatori, a Roma con attività tra le comunità più vulnerabili nella periferia urbana e nella provincia di Catania supportando il servizio di sorveglianza epidemiologica che individua e registra i nuovi casi e i loro contatti.

“In questi mesi abbiamo lavorato per proteggere il personale sanitario negli ospedali ma anche chi è impegnato sul territorio, perché è sul territorio che si vince il coronavirus, attraverso attività di prevenzione, sorveglianza e igiene pubblica. Non è il momento di abbassare la guardia perché il rischio di nuove ondate epidemiche non può essere escluso. A febbraio nessuno poteva dirsi in grado di rispondere all’emergenza, oggi però nessuno può permettersi di farsi trovare impreparato. La salute è un diritto di tutti, per garantirlo il sistema sanitario deve essere rafforzato, non indebolito da pericolosi tagli di risorse” spiega la presidente Claudia Lodesani, coordinatrice medica dell’intervento di MsfF per il coronavirus in Italia. Msf chiede alle autorità sanitarie di “mantenere alta la vigilanza, di garantire importanti investimenti sulla medicina territoriale e una regolamentazione del mercato globale dei dispositivi di protezione individuale per garantire che siano distribuiti in Ed esprime solidarietà a tutti gli operatori sanitari che “hanno lottato senza sosta contro un virus nuovo e con effetti senza precedenti”.

Tra le tante iniziative, negli ospedali di Lodi, Codogno e Sant’Angelo Lodigiano, primo epicentro dell’epidemia di Covid-19 in Italia, Msf ha contribuito agli sforzi dell'Azienda Socio-Sanitaria  di Lodi per evitare il contagio degli operatori, dei pazienti, e per assicurare che gli ospedali potessero continuare a funzionare malgrado l'aumento progressivo e continuo di nuovi casi. Sono stati organizzati circuiti ospedalieri per separare nettamente le aree Covid dalle altre. Una parte fondamentale delle attività si è concentrata sulla formazione: più di 500 operatori sanitari sono stati formati sulle procedure di vestizione e svestizione nelle aree filtro, sui flussi di personale e pazienti e sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Nelle Marche l'intervento, iniziato lo scorso 26 marzo, quando era tra le regioni più colpite dall’epidemia, in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Unica Regionale e la Regione, si è concentrato nella protezione delle popolazioni vulnerabili: operatori sanitari, anziani, detenuti, migranti e senza fissa dimora. Tutti i dettagli degli interventi nel sito dell'organizzazione.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati