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Special Olympics a distanza. “Insieme siamo più forti, l'isolamento diventa inclusione”

“Abbiamo affrontato il mare, abbiamo affrontato la neve, abbiamo volato quando dicevano che era impossibile. Lo abbiamo fatto stando insieme, lottato insieme, anche adesso che siamo lontani. Continueremo a lottare nell’unico modo che conosciamo: insieme”. Il video messaggio di Soecial Olympics

8 aprile 2020

ROMA - “Abbiamo affrontato il mare, abbiamo affrontato la neve, abbiamo volato quando dicevano che era impossibile. Lo abbiamo fatto stando insieme, lottato insieme, anche adesso che siamo lontani. Continueremo a lottare nell’unico modo che conosciamo: insieme”: è la risposta di Special Olympics alla quarantena, contenuta nelle immagini e nei ricordi raccolti  nel video “Insieme siamo più forti”.
 
Il presidente internazionale di Special Olympics, Tim Shriver, si rivolge ai membri dei programmi nazionali di 193 paesi nel mondo, inviando messaggi di sostegno ed incoraggiamento agli oltre 5 milioni di atleti che attraverso lo sport da quell’isolamento erano usciti trovando una nuova ragione di vita. “Nello stare lontani si può comunque essere vicini; la quarantena aiuta a riflettere sull’importanza delle relazioni umane e su come l’isolamento rappresenti un ostacolo difficile da affrontare per ognuno, ancora di più per chi l’ha vissuto sulla propria pelle.”.
 
L'invito è a “un’azione comune che metta in evidenza l’importanza di mantenere oggi una distanza fisica ma non anche emotiva e sociale,”. Per questo, tutti i programmi si sono attivati, promuovendo programmi di allenamento, forniti dai tecnici nazionali, e consigli sulla salute da esperti in materia. C’è la volontà in tutto il movimento di mantenere, soprattutto in un momento delicato come questo, alta l’attenzione verso le tematiche legate all’inclusione sociale per ripartire, quanto prima ,con nuove forze e nuove consapevolezze.
 
“Abbiamo affrontato il mare, nuotando in acque aperte in un universo sconfinato, abbiamo imparato ad avere coraggio affrontando la neve e le sue discese scoprendo la libertà. Abbiamo corso, superando ogni ostacolo che è rappresentato dalle difficoltà personali ma anche dalle difficoltà di una società a comprendere che il valore di ognuno va oltre l’apparenza. Siamo volati in alto, quando dicevano che era impossibile. Si, perché si pensava che le persone con disabilità intellettive non potessero seguire le regole, che non potessero comprendere il significato di una gara e che fossero troppo scoordinati per poter gareggiare con successo. Tutto questo, lo abbiamo fatto stando insieme, lottando insieme. Anche adesso che siamo lontani continueremo a lottare nell’unico modo che conosciamo: insieme”.

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