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Coronavirus, i migranti del cas ravennate fanno una donazione all'ospedale

Si sono messi le mani in tasca e hanno donato quanto raccolto all'ospedale di Lugo di Romagna, per dare anche loro un contributo alla gestione dell'emergenza. Sono giovani nigeriani, senegalesi...

26 marzo 2020

ROMA - Si sono messi le mani in tasca e hanno donato quanto raccolto all'ospedale di Lugo di Romagna, per dare anche loro un contributo alla gestione dell'emergenza. Sono giovani nigeriani, senegalesi e guineani del Cas di Barbiano, nel ravennate, richiedenti protezione internazionale che, coi percorsi di integrazione Cefal Emilia-Romagna, lavorano o assistenza alle attività della Pieve di Santo Stefano, dando una mano alle persone più anziane. La somma raccolta e devoluta è relativamente modesta (301,50 euro). ma il gesto suscita l'orgoglio di Matteo Fusconi di Cefal, l'ente che gestisce il Cas: "Comportamenti come questo sono il frutto di un lavoro di lungo termine iniziato nel 2014 di concerto con il Comune, con la finalità di superare la provvisorietà della condizione dei richiedenti protezione internazionale e favorire un inserimento vero e proprio nel tessuto sociale che li circonda".
 
Da parte loro, i giovani dicono di voler "restituire un pò di ciò che ci è stato dato. Ci rendiamo conto che è una goccia nel mare, ma vogliamo contribuire secondo le nostre possibilità". così la spiega Bassirou, senegalese. E Solomon, nigeriano: "In Africa ci sono state anche recentemente delle epidemie gravi, sappiamo cosa vuol dire. Vogliamo che l'Italia si rimetta in sesto il prima possibile". Per Luca Piovaccari, sindaco di Cotignola, "i ragazzi stanno vivendo questo momento di grande emergenza con responsabilità e attenzione, dimostrando solidarietà, gratitudine e senso di appartenenza alla comunità che li ha accolti, offrendo un contributo concreto su una sfida che possiamo vincere solo tutti insieme".

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