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Ex pazienti psichiatrici si diplomano da "orientatori"

Hanno intrapreso un percorso di recupero e partecipato a corsi di formazione specifici. Ora aiuteranno "da pari" i più fragili a reinserirsi nella società. Diciassette "facilitatori sociali" ottengono a Reggio Emilia la qualifica regionale

17 febbraio 2020

REGGIO EMILIA - Dopo aver attraversato un disagio psichico hanno intrapreso un percorso di recupero e partecipato a corsi di formazione specifici. Ed oggi- per la prima volta in Italia- 17 "facilitatori sociali" hanno ottenuto a Reggio Emilia la qualifica regionale di "orientatore". Potranno cioè spendere la loro professionalità nell'accompagnamento delle persone più fragili e nei servizi di supporto all'inclusione sociale ad essi rivolti. Inoltre, collaborando con psicologi, medici, psichiatri, operatori socio-sanitari, assistenti sociali e volontari, potranno svolgere funzioni di tutoraggio, orientamento e accompagnamento, sostenendo gli utenti nelle scelte formative, lavorative e nei percorsi di reinserimento sociale e relazionale. Il riconoscimento, a conclusione di un progetto che affonda le radici nel 2009 promosso dal dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche dell'Azienda Usl-Irccs insieme con i servizi Sociali del Comune, l'azienda speciale Farmacie comunali riunite e il consorzio di cooperative sociali Oscar Romero è stato celebrato oggi in municipio nella Sala del Tricolore.
 
"Sono molto contento di questo progetto, che ho potuto seguire fin dal suo inizio, e di questo risultato, classici esempi di cultura della coesione e della civiltà del 'noì”, dice il sindaco Luca Vecchi. "A Reggio Emilia, e in Emilia-Romagna, ci sforziamo di non lasciare indietro nessuno e anzi di valorizzare i talenti e le risorse di tutti, o comunque di quanti più possiamo". E "il valore delle persone diviene ora anche professione", conclude il primo cittadino.
 
"In questo progetto- aggiunge l'assessore alle Pari opportunità Annalisa Rabitti- diversi soggetti si sono impegnati per raggiungere un obiettivo condiviso, ossia ottenere la qualifica regionale di orientatore ed essere riconosciuti come professionisti. Con orgoglio possiamo affermare di essere la prima regione in Italia ad avere questa qualifica, riconoscendo ufficialmente l'aiuto tra pari e valorizzando la parte fragile delle persone".
 
Fausto Nicolini, direttore generale dell'Azienda Usl spiega: "Gli esperti nel supporto tra pari sono persone che hanno attraversato la sofferenza e hanno deciso di usare la loro esperienza per essere di aiuto ad altri. Dopo aver seguito un percorso di cura, e grazie alla loro motivazione, queste figure possono rivelarsi soggetti attivi e dare una spinta all'innovazione dei servizi, contribuendo ad orientarne l'offerta e a sviluppare una cultura dell'inclusione e della speranza".

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