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Lega del Filo d'Oro: ogni euro investito nella cura ha generato 1,20 euro di beneficio sociale

Presentato oggi a Milano il bilancio sociale dell'associazione che offre assistenza e sostegno alle persone sordocieche e ai loro familiari. Benefici non solo per gli utenti, ma anche per dipendenti, volontari e per il territorio grazie all'indotto

12 febbraio 2020

MILANO - C'è chi torna al proprio lavoro, chi può dedicare del tempo a se stesso, che si sente più sereno sul futuro del proprio figlio. Che valore hanno questi aspetti della vita di genitori con figli sordi e ciechi? La Lega del Filo d'Oro, onlus nata per garantire assistenza, riabilitazione ed educazione alle persone sordocieche e ai loro famigliari, ha cercato di misurare il valore del proprio operato, in collaborazione con il Dipartimento di Economia, management e metodi quantitativi dell'Università degli studi di Milano. Ebbene, hanno scoperto che per ogni euro investito nelle attività, la Lega del Filo d'Oro genera un ritorno alla società pari a 1,20 euro.
 
Le Lega del Filo d'Oro è presente in otto regioni con cinque centri residenziali  a Osimo (Ancona), Lesmo (Monza-Brianza), Modena, Molfetta (Bari) e tre sedi territoriali a Padova, Roma e Napoli. Ci lavorano 600 dipendenti e conta sull'aiuto di 700 volontari. Secondo gli studi effettuati dall'Università Statale di Milano, il valore sociale creato nei territori di Osimo, Lesmo e Molfetta, nel triennio 2016-2018, è pari a oltre 38 milioni di euro annui. I dati sul Social return on investiment (Sroi) sono stati presentati oggi, insieme al bilancio sociale dell'associazione, nella sede di via Conservatorio dell'Ateneo. "La metodologia del social return on investiment è per noi l'occasione di ripercorrere, ancora una volta, i passi che compiamo e continuare ad operare consapevoli delle misura del cambiamento che ci impegnamo a generare -spiega Rossano Bartoli, presidente della Lega del Filo d'Oro-. Inoltre, risponde ad uno dei nostri valori fondativi: la trasparenza, parte integrante del Codice Etico della Lega del Filo d'Oro e principio ispiratore per l'operatività dei servizi che l'Ente eroga e delle relazioni che instaura e coltiva".
 
Il valore sociale generato è stato verso le stesse famiglie, i dipendenti e il territorio. Verso le famiglie è stato pari a 11,7 milioni di euro nel 2018: da un sondaggio emerge che il 71% afferma di aver rafforzato la propria capacità di curare il proprio famigliare, mentre il 43% è riuscito anche a riprendere il proprio lavoro. "Mio figlio ha 41 anni e abbiamo incontrato la Lega del Filo d'Oro quando ne aveva sette -racconta la mamma di Alberto, che è intervenuta oggi alla presentazione dei dati-. Nato prematuro era sordo e cieco. Oggi è un uomo che si veste e mangia da solo e ha una buona autonomia. Vive a Lesmo e quella è la sua casa".
 
Il ritorno sociale verso i dipendenti e volontari è stati pari a 2 milioni di euro, in termini di formazione acquisita. Infine, sul territorio lo Sroi è stato, sempre nel 2018, pari a 24,3 milioni di euro: dall'indotto delle aziende fornitrici alla creazione di nuovi posti di lavoro. "Il 65% del valore creato per utenti e famiglie rappresenta un costo evitato, mentre il 75% del valore totale creato rappresenta un incremento di valore per gli stakeholder", sottolinea Clodia Vurro, responsabile della ricerca condotta sulla Lega del Filo d'Oro per conto dell'Università. (dp)

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