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Piano pandemico “selettivo”: quali criteri? Fish lo chiede a Speranza

“L' emergenza sanitaria giustifica un diverso trattamento per le persone con disabilità?”: è la domanda che Fish rivolge al ministro, insieme alla richiesta di esplicitare “quali siano i principi di etica alla base del nuovo piano pandemico”

14 gennaio 2021

ROMA - “Alcuni passaggi andrebbero almeno chiariti: quali sono i principi di etica alla base del nuovo piano pandemico?”: è la richiesta che Fish rivolge al ministro Speranza, dopo aver letto le 140 pagine del documento, in merito al quale si sono manifestate nelle ultime ore perplessità e critiche, riportate su queste pagine. Dal suo canto, Fish, osserva: “Da una parte si afferma che un quadro di etica è tra le fondamenta delle politiche di sanità pubblica e tali principi sono alla base della visione e della pianificazione che deve mirare a garantire risorse e protezioni giuste ed eque, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili; dall’altra, però, si afferma che 'durante situazioni di crisi, i valori etici fondamentali consentono alcune azioni che non sarebbero accettabili in circostanze ordinarie'. Nel documento viene altresì precisato: «ciò non significa, però, modificare i principi di riferimento, occorre, invece, bilanciarli in modo diverso. In condizioni di crisi cambiano le situazioni, non gli standard di etica'. Come Fish, riteniamo particolarmente dolorose queste affermazioni e dunque chiediamo al ministro di chiarirle meglio”.
 
Spiega il presidente della federazione, Vincenzo Falabella: “L’impatto della pandemia sulle nostre comunità ci ha obbligato e ci obbligherà a ripensare molte cose nella nostra vita e a rimodulare alcune priorità in una direzione che preveda innanzitutto la garanzia di una maggiore tutela della salute e della sicurezza dei cittadini tutti, ma ancor di più di coloro che sono più vulnerabili ed esposti ai rischi connessi alla condizione di salute, e tra questi vi sono senza dubbio le tante persone con disabilità”. Per questo, continua Falabella: “chiediamo senz’altro una maggiore attenzione alle persone con disabilità e alle loro famiglie, ma soprattutto di sciogliere le ambiguità che la bozza del nuovo piano pandemico sembra contenere. Perché, c’è un altro passaggio contenuto nel documento che inquieta particolarmente. Cosa si intende quando si scrive: 'i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio'? Per caso si sta ipotizzando una diversità di trattamento nell’accesso alle cure per le persone più vulnerabili?”, domanda.
 
Se quindi da un lato il piano pandemico “dice di ispirarsi ai principi di equità, solidarietà, fiducia, richiamando particolare attenzione al dovere di cura, allo stesso tempo però risulta ambiguo quando si riferisce che, in caso di disparità tra risorse disponibili e necessità, si dovranno affrontare sfide assi rilevanti per l’allocazione delle risorse - conclude il presidente della Fish - Il ministro Speranza dunque spieghi con chiarezza quali sono realmente i principi di etica che ispirano il nuovo piano pandemico”.

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