SuperAbile






In Sportelli e Associazioni

Notizie


Sindrome di Down, il viaggio di AIPD finisce al Quirinale

All'indomani della Giornata nazionale, una delegazione di rappresentanti dell'AIPD è stata ricevuta al Quirinale: 30 persone, di cui15 con sindrome di Down. Hanno portato una lettera e il libro del DownTour, il viaggio lungo 7 mesi e 5 mila chilometri, contro i pregiudizi

14 ottobre 2019

ROMA – Trenta rappresentanti di AIPD (Associazione Italiana Persone Down), di cui 15 con sindrome di Down, sono stati ricevuti questa mattina al Quirinale, per concludere qui ufficialmente il DownTour, iniziato il 21 marzo scorso. A riceverli, la consigliera per le questioni sociali Luisa Corazza, a cui la delegazione ha consegnato il libro fotografico del DownTour e una lettera, il cui testo è di seguito integralmente riportato. “Oggi la piena inclusione delle persone con la sindrome di Down non è più un miraggio o chimera. Tanto è stato fatto ma c'è ancora molta strada da percorrere perché nessuno venga lasciato indietro. Sul fronte della disabilità, il mio impegno personale sarà sempre massimo”, aveva assicurato il premier Conte ieri, in occasione della Giornata nazionale.
 
L’Associazione Italiana Persone Down nasce il 2 gennaio 1979 a Roma da un piccolo gruppo di famiglie con il nome di Associazione Bambini Down (A.B.D.) - si legge nella lettera, indirizzata da Aipd al presidente della Repubblica Mattarella - Nel 1982 a Viterbo si forma la prima Sezione territoriale. Oggi le sezioni di Aipd sono 54, distribuite su tutto il territorio nazionale, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia. Fin dall’inizio, obiettivo dell’associazione è  stato 'portare allo scoperto' la sindrome di Down, che negli anni in cui l’associazione nacque era ancora per lo più nascosta e invisibile. Sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti ma anche sulle potenzialità delle persone con sindrome di Down è il filo conduttore di questa storia. Accompagnare i nostri figli nello sviluppo di queste potenzialità, offrendo strumenti, capacità e opportunità è il lavoro che ogni giorno si svolge dentro le 54 sedi dell’associazione”.
 
In questi 40 anni, “molto è stato fatto per migliorare la vita e l’inserimento sociale  delle persone con Trisomia 21 – assicura l'associazione - Le persone con Sindrome di Down possono arrivare a fare tante cose, in tutti i campi, ma riuscirci al massimo delle loro possibilità richiede percorsi abiliitativi e psicoeducativi specifici, precoci, intensivi e continuativi, ma soprattutto ordinati all’interno di un progetto globale di vita, che coinvolga l’intero nucleo familiare, per garantire alle persone con disabilità intellettiva il rispetto dei diritti fondamentali in tutte le aree della vita: salute, scuola, lavoro, vita indipendente e di relazione”.
 
Eppure, per quanto siano molte e all'avanguardia, “nel nostro Paese, le norme dedicate alla tutela della persona con disabilitò, molte ancora sono disattese – denuncia Aipd - Tante delle nostre famiglie sono costrette a trasferte fuori regione per veder tutelato il diritto alla salute dei propri bambini. Molti dei nostri ragazzi quest’anno sono entrati a scuola senza insegnante di sostegno. Altri ancora hanno tutte le capacità di lavorare, ma non viene incentivato il loro ingresso nel mondo del lavoro con gli interventi di mediazione necessari. Si è allungata l’aspettativa di vita e il 60% delle persone con sindrome di Down è già adulta. Stiamo lavorando con passione e determinazione per la risoluzione del problema serio e molto diffuso del dopo di noi, ma partendo necessariamente dal durante noi. La sfida da cui siamo partiti è stata quella di avviare processi sempre più mirati che hanno consentito ai nostri figli di raggiungere dei traguardi, impensabili 40 anni fa, sempre più vicini a renderli cittadini in quanto persone, capaci di occuparsi il più possibile e personalmente dei propri bisogni di vita di tutti i giorni, sociali e relazionali, sapendo badare a sé stessi con dignità. Per continuare a fare tutto ciò abbiamo, necessariamente, bisogno dell’impegno costante delle Istituzioni, della comunità e di un cambiamento culturale profondo e sincero che consenta di debellare una sola malattia: il pregiudizio”, assicura Aipd, di ritorno da un viaggio iniziato il 21 marzo scorso.
 
“Abbiamo fatto 5 mila chilometri- racconta - incontrato in questo viaggio attraverso l’Italia migliaia di persone e abbiamo potuto permettere loro di guardare le persone con sindrome di Down negli occhi e riconoscerle bambini, ragazzi,  adulti , persone tutte uguali e tutte diverse, con cui scambiarsi emozioni e saperi. Grazie per averci dato voce e per aver abbracciato con questa accoglienza lo sguardo dei nostri figli”, conclude la lettera.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati