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Marche, l’Asur apre la strada alla privatizzazione del sistema 118

Dura denuncia di Santina Catanese, responsabile regionale dei medici del 118 dello Smi. “Rischio demedicalizzazione forzata alle porte. In ogni postazione Potes previsti 5,5 medici ma ce ne sono 3,5-4”

9 ottobre 2019

ANCONA - "La volontà dell'Asur Marche è quella di mettere da parte i sindacati e chiamare in causa i singoli medici. È follia allo stato puro perché significa aprire la strada alla vera e propria libera professione del medico, non più salvaguardata dal sindacato. Questo proposito rientra in un nuovo disegno Asur: quello di privatizzazione del sistema 118". È la dura denuncia che Santina Catanese, responsabile regionale dei medici del 118 dello Smi (Sindacato medici italiani), affida ad una lettera per rendere nota la difficile situazione con cui i medici del 118 marchigiani sono costretti a convivere.
 
"In tutta la Regione Marche il rischio della demedicalizzazione forzata dell'emergenza extraospedaliera è alle porte- spiega Catanese-. In quasi tutte le postazioni di 118 della Regione a fronte di un fabbisogno di un organico pari a 5,5 unità il numero medio attuale di unità presenti è di 3,5-4 medici. Alcune postazioni Potes hanno solo 3 medici, che devono garantire una copertura H24. La postazione territoriale dell'emergenza sanitaria Potes di Cagli e quella di Urbino, come quella di Arcevia, sono quasi del tutto demedicalizzate. A nulla sono valse le proteste dei sindaci che oltre a trovarsi con i piccoli ospedali chiusi, si ritrovano anche senza medici sulle ambulanze". Il sindacato denuncia il fatto che "alcune Aree Vaste della Regione stanno proponendo ai medici contratti di natura libero-professionale calpestando il contratto di convenzione e gli accordi sindacali che ne derivano, delegittimando l'attività sindacale". In particolare l'Area Vasta 3 (Macerata) il 29 settembre scorso ha siglato un accordo "in base al quale i medici sono invitati a dare la disponibilità a lavorare nei punti di Primo soccorso, nei Pronto soccorso e in turni extra".
 
L'obiettivo secondo lo Smi è chiaro. "L'Asur si muove per distruggere la contrattazione sindacale- continua Catanese- non più i sindacati che contrattano l'attività del professionista, ma ai singoli medici viene offerta singolarmente l'incarico, pena la mancata possibilità di lavoro. Il rischio che i cittadini marchigiani si ritrovino senza medico sulle ambulanze è molto alto. così non solo è potenzialmente compromessa l'assistenza sanitaria avanzata sul territorio ma anche la funzionalità delle reti cliniche tempo dipendenti (la rete dell'ictus, dell'infarto miocardico, del trauma grave) perché senza medico sulle ambulanze non potranno essere realizzate".
 
I rappresentanti dello Smi sono stati recentemente sentiti anche in commissione regionale sanità nelle audizioni del Piano socio-sanitario, senza però ottenere risposte. "Di fronte a questo allarme già più volte lanciato la giunta regionale è assente, incapace di dare una risposta adeguata proponendo in termini di efficienza e di efficacia la riorganizzazione del servizio 118- conclude-. La Regione Marche dia inizio ad una nuova fase: quella del medico di ruolo unico Pronto soccorso/118. Asur cessi di proporre accordi ai singoli medici perché in questo modo si agisce con condotta antisindacale, distruggendo il sistema di emergenza pubblico e aprendo la strada alla privatizzazione. I marchigiani non aspirano ad avere le ambulanze con medici privati".

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