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Cittadinanzattiva e Fnomceo siglano il Patto per la salute

Il Patto è stato siglato a Roma, presso la sede di Confcooperative, da cittadini e medici, rappresentati rispettivamente da Cittadinanzattiva e dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri

22 settembre 2019

ROMA - Rifinanziare il Servizio sanitario nazionale, rivedendo i criteri di riparto del Fondo sanitario a partire dai reali bisogni di salute della popolazione; superare la logica del superticket; reinvestire i risparmi derivanti da una buona governance sanitaria all'interno dello stesso Servizio sanitario nazionale. Sono questi i tre punti essenziali del Patto per la Salute siglato nei giorni scorsi a Roma, presso la sede di Confcooperative, da cittadini e medici, rappresentati rispettivamente da Cittadinanzattiva e dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo).
 
"Cittadinanzattiva e Fnomceo fanno da anni fronte comune per difendere i diritti, costituzionalmente protetti, alla tutela della salute e all'uguaglianza- spiega il presidente della Federazione degli Ordini, Filippo Anelli- Molti gli interventi congiunti, tra cui l'iniziativa 'Cura di coppia', volta a migliorare il rapporto medico-paziente".
 
"Il tema della lotta alle disuguaglianze, come sottolineato anche dalle recenti dichiarazioni del ministro Speranza, è un tema centrale per il Servizio sanitario nazionale, ma non riguarda solo il rapporto tra nord e sud- aggiunge Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva- ma anche aree della stessa regione, tra generazioni, solo per fare alcuni esempi. Il Ssn è stato sin dalla sua fondazione l'architrave della coesione sociale, deve tornare a essere uno strumento di sviluppo sociale del Paese, e in grado di garantire la effettiva esigibilità dei diritti per i cittadini".
 
Il progressivo definanziamento del Servizio sanitario nazionale, la creazione di 21 servizi sanitari diversi (per liste d'attesa, modelli organizzativi, procedure di emergenza-urgenza, integrazione ospedale-territorio, dotazione e composizione del personale, accesso all'innovazione, coperture vaccinali, screening oncologici) e l'aumento della spesa out of pocket per cure e prestazioni, la carenza di personale medico-specialistico e infermieristico, dovuta all'errata programmazione, minano invece i diritti garantiti dagli articoli 3 e 32.
 
Come rimediare? Medici e cittadini dettano alla Politica la ricetta per ristabilire l'universalità e l'equità d'accesso al diritto alla salute: porre fine alle disuguaglianze, partendo dal lavoro sviluppato dalla Strategia nazionale per le Aree interne; riorganizzare le reti dell'offerta ospedaliera e dell'assistenza territoriale; valutare i fabbisogni del personale del Servizio Sanitario nazionale e dei cittadini che vi accedono; implementare le infrastrutture e i modelli organizzativi per realizzare il sistema di interconnessione dei sistemi informativi del Servizio sanitario nazionale; promuovere azioni che valorizzino l'autonomia e l'indipendenza della professione medica, a garanzia del diritto all'autodeterminazione del paziente: tra le più importanti e urgenti, la revisione dei limiti nella prescrizione dei farmaci, da attuarsi coinvolgendo nei Tavoli dell'Aifa le organizzazioni civiche e le federazioni ordinistiche mediche.
 
Questo potrebbe essere realizzato rapidamente con l'emanazione dei decreti per la definizione delle tariffe massime delle prestazioni ambulatoriali e dei dispositivi medici; con il riordino dell'assistenza territoriale, con il miglioramento e la valorizzazione della comunicazione tra professionisti e cittadini, anche come strumento di prevenzione della violenza; con una revisione complessiva della programmazione legata alla formazione post laurea, garantendo a tutti gli studenti di medicina l'accesso alle scuole di specializzazione e prevedendo nel percorso di studio una specifica formazione che abbia a tema l'umanizzazione delle cure e il rapporto fra medico e paziente.
 
Per superare le disuguaglianze di salute, infine, cittadini e medici chiedono un Tavolo di confronto sulle proposte di autonomia differenziata, aperto alle Associazioni di cittadini-pazienti e alle organizzazioni rappresentative dei professionisti della salute come ulteriore passo della campagna 'Diffondi la salute', lanciata lo scorso anno da Cittadinanzattiva con il sostegno della Fnomceo e di decine di sigle del mondo dei professionisti della salute e delle associazioni civiche.

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