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#Inclusivopresente: è il Disability Pride 2019

Appuntamento il 14 luglio a Roma, con la “grande festa per cambiare la percezione della società verso la disabilità, promuovere l'inclusione e contribuire a un mondo sostenibile, equo e accessibile. Contro ogni barriera, pregiudizio, discriminazione”. Le tre richieste su Convenzione, Osservatorio, Lea

11 luglio 2019

ROMA - Il 14 luglio, in concomitanza con le città di New York, Brighton e Dakar, anche in Italia, a Roma, si svolgerà il Disability Pride - la giornata dell'orgoglio delle persone con disabilità. Il tema di quest'anno sarà l'inclusione, “che vogliamo venga raggiunta presto e sia piena – spiegano gli organizzatori - Ecco perché vogliamo che ci sia 1 milione di persone alla nostra iniziativa: per arrivare dal cuore della città eterna alla mente dell'Italia intera! #inclusivopresente sarà il nostro motto”. L'appuntamento è alle 18 a ai Fori Imperiali. Alle 19 si metterà in moto il corteo, che giungerà a piazza del Popolo, dove alle 21 inizierà il concerto. “Lo spettacolo sarà libero, gratuito, interpretato in Lis e sottotitolato dal vivo con tecnologia PerVoice”, precisano gli organizzatori. “Sarà una grande festa per cambiare la percezione della società verso la disabilità – si legge nella locandina dell'evento – Per promuovere l'inclusione e contribuire ad un mondo sostenibile, equo e accessibile. Contro ogni barriera, pregiudizio, discriminazione”.


 
Lunedì 1 luglio i promotori hanno consegnato a Palazzo Chigi le proposte operative che per favorire l’inclusione delle persone disabili nella società, scaturite dalle due giornate di incontri che si sono svolte in Campidoglio il 14 e il 15 maggio scorsi, con diverse tra le figure più autorevoli che in Italia si occupano di disabilità e inclusione, sono emerse delle istanze che ci siamo proposti di portare all'attenzione del governo. Nel documento, elaborato dall'associazione Luca Coscioni, si chiede innanzitutto di “realizzare la piena attuazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, denunciando per condotta discriminatoria enti pubblici ed esercenti di servizi aperto al pubblico che violino i diritti previsti dalle leggi in vigore, e la mancata predisposizione dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba)” e di “attivare gli strumenti previsti dalla Convenzione contro ogni forma di discriminazione nei confronti dei cittadini disabili”.
 
La seconda richiesta riguarda l'istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, “nelle modalità esattamente previste dalla Convenzione Onu, visto che quello attualmente vigente non corrisponde all’organo previsto dalla Convenzione, non possedendo i requisiti di autonomia e rappresentatività richiesti per essere il punto di contatto con il Comitato in riferimento ai principi di Parigi”.
 
La terza proposta è quella di “procedere affinché le tipologie di ausili contenuti nel Nomenclatore tariffario”, destinate ai bisogni più delicati e complessi, non siano acquistate e fornite per mezzo di gare d’appalto come invece previsto dalla nuova normativa”. Infine, si chiede che “sia istituito un Comitato super partes sui Lea che non sia composto da rappresentanti delle Regioni”.

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