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"Felicity caregiver": evitare l’isolamento di chi si prende cura di un familiare

Il progetto, realizzato dall'associazione culturale Felicity, comprende un gruppo di mutuo-aiuto su Facebook, otto laboratori online per il benessere personale, servizi di orientamento legislativo, un web magazine e professionisti della cura a disposizione di associazioni o enti

13 giugno 2019

MILANO - Un gruppo di auto-mutuo-aiuto su Facebook @FelicityCaregiver, otto percorsi di counseling online a pagamento per il benessere e lo sviluppo personale dei caregiver familiari condotti da professionisti della relazione di aiuto, un servizio di orientamento legislativo che offre informazioni e consigli per districarsi nel rapporto con le istituzioni e gli enti sanitari, un web magazine per incrementare la cultura della cura. Sono i pilastri su cui fonda il progetto “Felicity caregiver”, realizzato dall'associazione culturale Felicity di Milano per fornire strumenti di “sopravvivenza” a chi si prende cura un familiare anziano, non autosufficiente o disabile.
 
Partito quest’anno, "il gruppo Facebook conta ormai 180 caregiver familiari che si ritrovano per confrontarsi, sostenersi e cercare soluzioni concrete alla varie problematiche che si presentano ogni giorno. Moderato da professionisti della relazione di aiuto, il gruppo non vuole essere solo uno sfogatoio ma proporsi anche come un luogo di scambio di informazioni e buone pratiche", spiega Elena Malagoli, counselor, responsabile del progetto “Felicity caregiver” nonché madre di una ragazzina di 12 anni con una grave cerebrolesione.
 
"Io stessa ho vissuto in prima persona le difficoltà, comuni a molti, di chi si deve prendere cura di un proprio caro gravemente malato o non autosufficiente, giovane o anziano che sia – racconta –. I caregiver familiari, nella maggioranza dei casi, sono quasi sempre donne; spesso decidono di smettere di lavorare per accudire un figlio, il marito o un genitore. Per loro si riducono le possibilità di uscire di casa, di coltivare le proprie amicizie e i propri hobby , di prendersi cura di se stesse. L’obiettivo di questo progetto è quello di evitare l’isolamento dei  caregiver familiari, il cui vero rischio sono la mancanza di relazioni sociali e lo sprofondare in un sentimento di solitudine e abbandono".
 
Il counseling online, infatti, attraverso la formula dei laboratori per il benessere e lo sviluppo personale, "aiutano i caregiver ad avere maggiore consapevolezza delle proprie esigenze e delle proprie forze, ma sempre in relazione al sistema di riferimento più prossimo: famiglia, parenti, assistenti sanitari e sociali, istituzioni", commenta Elena Malagoli. Il progetto ha scelto soprattutto la modalità virtuale «per raggiungere tutta Italia e per venire incontro alle esigenze degli stessi caregiver familiari, che spesso fanno fatica ad allontanarsi da casa».

di Michela Trigari

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