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Mario Melazzini torna presidente di Fondazione Arisla

Melazzini succede ad Alberto Fontana e torna alla guida della Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale, dopo averla già presieduta fra il 2008 e il 2012, quindi dal 2013 al 2016: “Il mio compito sarà quello di rendere efficiente e credibile la nuova tappa di questa storia”

25 maggio 2019

MILANO - “Torno con l’intenzione di contagiare ancora di speranza e di entusiasmo pazienti e ricercatori. Lo farò con gli strumenti che hanno contrassegnato la storia della nostra Fondazione: i fatti concreti”.  È il commento di Mario Melazzini dopo la nomina a presidente di AriSLA, carica che torna a ricoprire a distanza di tre anni succedendo ad Alberto Fontana. A indicarlo alla guida della Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale sono stati i quattro soci fondatori, Aisla onlus, Fondazione Telethon, Fondazione Cariplo, Fondazione Vialli e Mauro.
 
Oncoematologo e ricercatore, Melazzini si è ammalato di Sla nel 2003 ed è stato tra i Fondatori di AriSLA, ricoprendo la carica di presidente fra il 2008 e il 2012, quindi dal 2013 al 2016. La sua vita è stata tutta contrassegnata da un’incessante attività di promozione dello sviluppo della ricerca scientifica e la sua azione di medico e di uomo impegnato nel sociale è stata dedicata alla solidarietà e di attenzione ai pazienti. Attualmente Mario Melazzini è Direttore Scientifico Centrale Ics Maugeri SpA SB Ircss e componente del Consiglio di amministrazione del Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche. “Voglio innanzitutto ringraziare Alberto Fontana per il suo impegno appassionato e competente. In AriSLA - dichiara Melazzini - da sempre abbiamo coltivato il principio che solo il lavoro di squadra può determinare successi e accelerare il conseguimento degli obiettivi. Sappiamo di non essere soli, insieme a noi ci sono i soci fondatori, che ringrazio per la fiducia, e c’è il grande cuore della solidarietà. Metto a disposizione di AriSLA la mia esperienza di ricercatore, clinico, quella di amministratore, ma anche quella di paziente Sla. Il mio compito sarà quello di rendere efficiente e credibile la nuova tappa di questa storia che stiamo scrivendo insieme. Mi metto dalla parte dei ricercatori impegnati nell’individuazione di una terapia per le persone colpite dalla Sla e al fianco di tutti i pazienti che affidano alla ricerca la loro speranza, strumento di vita quotidiana”.

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