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All'ospedale Bellaria uno spazio per sostenere le donne in terapia oncologica

“Donne al centro” è il progetto dell'associazione Susan G. Komen Emilia-Romagna. “Oltre a competenza clinica, farmaci e attrezzature, è importante che le donne non siano sole ad affrontare il tumore”. Nel 2018 oltre 900 diagnosi. Il 16 maggio cena di raccolta fondi

15 maggio 2019

BOLOGNA – “Le donne che affrontano un tumore al seno necessitano di buone cure, ma oltre a questo hanno bisogno di essere prese in carico in modo globale. E il supporto può arrivare non solo da professionisti, ma anche dall'incontro con altre donne che hanno fatto lo stesso percorso”. Carla Faralli, presidente dell'associazione Susan G. Komen Emilia-Romagna, racconta così la finalità che ha portato alla nascita di “Donne al centro”, lo spazio multifunzionale dell'Ospedale Bellaria dedicato alle donne in terapia oncologica in cui verranno loro offerti servizi e attività per favorire il benessere psico-fisico. Una prima parte dei locali, messi a disposizione dall'Azienda Usl di Bologna, è stata inaugurata lo scorso 13 febbraio: si tratta di 135 metri quadri con due studi, un locale polifunzionale e uno per le attività motorie e la meditazione. In questo momento è in corso la formazione dei volontari, 24, e a breve partiranno le attività. Per completare la seconda parte (di circa 101 metri quadri), l'associazione ha lanciato una campagna di raccolta fondi. Il 16 maggio all'Arci Benassi è in programma una cena di raccolta fondi promossa dalla Fitel Bologna ed Emilia-Romagna con il patrocinio della giunta e dell'assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, della Città metropolitana e del Comune di Bologna, dell'Ausl e di Cgil, Cisl e Uil.
 
Nello spazio “Donne al centro” si integrerà il servizio di assistenza sanitaria offerto alle pazienti delle Breast Unit di Bologna (oltre a quella del Bellaria, c'è al Sant'Orsola) con un supporto da parte della Susan G. Komen che, attraverso un comitato scientifico dedicato, coordinerà le attività proposte dalle associazioni interessate a svolgere programmi educativi, di supporto o di riabilitazione nel campo dei tumori al seno. “Queste terre hanno una tradizione consolidata su queste tematiche in termini di complessità dell'attenzione per la patologia mammaria che non ha pari in Italia – ha detto Gianni Saguatti, direttore dell'unità operativa di senologia dell'Ausl di Bologna – È semplice avere competenze cliniche, attrezzature, farmaci, ma serve anche un altro aspetto che, spesso, manca: le donne non devono sentirsi sole ad affrontare una patologia così dura e impegnativa. La vicinanza e la solidarietà si esplicitano in questo progetto che dà loro la possibilità di stare insieme, di confrontarsi e confortarsi”. Nel 2018 sono stati diagnosticati oltre 900 casi di tumore mammario, “magnifico se riusciremo a fornire vicinanza a queste donne”.
 
“Questa iniziativa dimostra il progresso dell'organizzazione sanitaria, delle associazioni e della comunità bolognese nell'occuparsi della qualità delle cure – ha detto Giuliano Barigazzi, assessore a Sanità e Welfare del Comune di Bologna – ma anche che sempre di più la medicina deve occuparsi della dignità e della qualità della vita delle persone. Anche questa parte fa parte della possibilità di guarigione”. (lp)

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