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Tumore al seno, torna “Race for the cure”: il cinema italiano firma lo spot

Circa due milioni di donne al mondo sono colpite da tumore al seno, e in Italia ogni anno si registrano 50mila nuovi casi. Il tumore al seno è un problema sociale. Prodotto da Cattleya e firmato da Daniele Luchetti, lo spot è l'omaggio che il cinema d'autore fa alla Race for The Cure, con interpreti d'eccellenza

23 aprile 2019

ROMA - Circa due milioni di donne al mondo sono colpite da tumore al seno, e in Italia ogni anno si registrano 50mila nuovi casi. Il tumore al seno è un problema sociale a cui "la Susan G. Komen ha sempre cercato di dare rilevanza", ha riflettuto Riccardo Masetti, presidente dell'associazione, durante la presentazione dello spot Race for The Cure nei giorni scorsi alla Casa del Cinema di Roma.
 
Prodotto da Cattleya e firmato da Daniele Luchetti, lo spot di poco più di un minuto è l'omaggio che il cinema d'autore fa alla Race for The Cure, con interpreti d'eccellenza. Cristiana Capotondi, Elena Bouryka e Roberto Ciufoli animano una storia dal taglio "apparentemente leggero ma profondo al tema. Uno spot non sentimentale, non ricattatorio ma emotivo. Lo abbiamo girato- ha spiegato il regista- come non fosse un dovere farlo ma solo un piacere".
 
Prevenzione, stile di vita sano, diagnosi precoce, sono le parole chiave che Masetti ha ribadito in relazione alla patologia e Ciufoli gli ha fatto eco sottolineando il valore della consapevolezza maschile sul tema: "Da uomini dobbiamo parlarne ancora di più perché si capisca come anticipare i problemi, perché si spinga sul pedale dell'acceleratore. La prevenzione è fondamentale al livello sociale, medico ed economico. Sono stato felice di partecipare come se un appassionato di vela fosse stato invitato sull'Amerigo Vespucci", ha scherzato poi l'interprete.
 
Race for the Cure offre da anni importanti contributi in termini di prevenzione, soprattutto con la 'Carovana della Prevenzione’, clinica mobile che dal 2017 ha erogato oltre 18mila prestazioni gratuite in 14 regioni italiane. Quest'anno la Race sarà lanciata dal Quirinale, direttamente dal presidente della Repubblica e comincerà a Roma il 16 maggio, per poi invadere le strade di Bari, Bologna, Pescara, Brescia e per la prima volta Matera. La Race for The Cure sbarca nella Capitale della cultura 2019 con l'obiettivo di "portare la manifestazione sempre in nuove città, così da permettere a tutti di poter partecipare. Il nostro obiettivo sarà quello di arrivare nelle città di tutta Italia e anche essendo una no-profit ci riusciremo piano piano", ha spiegato il presidente Masetti.
 
"Cambiare lo scenario culturale rispetto al tumore al seno, non aver paura di parlarne", questo, a detta di Masetti, è il fondamento del profilo sociale dell'associazione, che ha permesso la creazione di più di 800 progetti, borse di studio a 250 giovani ricercatori e investimenti negli ultimi vent'anni di circa 17milioni di euro. "Cambiare il volto di questa malattia mettendo al centro le donne in rosa", quelle donne che hanno vissuto l'esperienza di un tumore al seno e alla race vestono una maglia rosa a simboleggiare che "non hanno paura di parlarne, perché la condivisione e la vicinanza sono armi importantissime per combattere questa battaglia. Sono- ha continuato il presidente- un aiuto terapeutico fondamentale". Il senso di comunità e la valenza sociale sono infatti il fulcro del progetto che la Susan G. Komen porta avanti, e che il cinema italiano sposa a tutto tondo. "Questi spot rimangono nel perfetto stile della commedia italiana: ribaltare la drammaticità e trasformarla con humor, con senso di comunità. Per questo l'impegno di Cattleya sta diventando seriale", ha sottolineato Riccardo Tozzi, fondatore e co-ceo di Cattleya.
 
Gli appuntamenti sono il 3 maggio per la conferenza stampa di presentazione della Race e il 16 maggio per correre insieme perché, come ha ricordato il regista Luchetti, "se non si corre da soli verso un nuovo traguardo, il percorso sarà meno duro e sarà più bello vincere insieme".

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