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Bologna, dalla Fondazione monte 300 mila euro per la ricerca

Confermati i fondi per la nuova Torre biomedica al Sant'Orsola di Bologna. E un nuovo bando per sostenere progetti di ricerca in ambito sanitario

20 febbraio 2019

BOLOGNA - Confermati i fondi per la nuova Torre biomedica al Sant'Orsola di Bologna. E un nuovo bando per sostenere progetti di ricerca in ambito sanitario. La Fondazione del Monte conferma il suo impegno anche nel 2019 a sostegno delle scienze biomediche in citta'. Dopo il taglio alle risorse negli anni passati (dai 545.000 euro del 2015 ai 380.000 euro del 2017) e la decisione di dedicare tutte le risorse disponibili l'anno scorso al progetto dell'Alma Mater della Torre biomedica al Policlinico, per il 2019 la Fondazione del Monte mette di nuovo a disposizione un budget di 300.000 euro per finanziare progetti che riguardano tutte le aree mediche: dall'oncologia alla diagnostica, dalle malattie infettive a quelle degenerative, dalla salute della donna al bambino. A queste risorse si aggiunge appunto un milione di euro per la Torre biomedica. "Ateneo e Sant'Orsola sono in procinto di firmare un accordo- spiega la presidente della Fondazione, Giusella Finocchiaro, oggi in conferenza stampa- i lavori stanno per iniziare". Per dimostrare che i finanziamenti vanno a buon fine, la Fondazione del Monte ha anche organizzato una giornata di presentazione dei progetti sostenuti negli anni scorsi e arrivati a compimento. L'appuntamento e' per sabato 23 febbraio, nella sala dello Stabat Mater dell'Archiginnasio.
 
Sono sette i progetti selezionati per la presentazione sulla base della loro rilevanza, del carattere multidisciplinare e dell'impatto sociale, spiega Luigi Bolondi consigliere delegato alla ricerca scientifica del Cda della Fondazione, che nel complesso hanno ottenuto un finanziamento di 167.000 euro. Il team di endocrinologia del Sant'Orsola, ad esempio, ha sviluppato un nuovo metodo per misurare la vitamina D, la cui carenza e' legata a molte patologie: dal cancro all'obesita', fino alla fertilita'. Il Dipartimento di Farmacia dell'Ateneo, invece, ha portato avanti uno studio sulla neuroinfiammazione nelle malattie degenerative croniche, come il Parkinson o l'Alzheimer, mentre il Dipartimento di Scienze biomediche si e' concentrato sul riconoscimento della cataplessia. Al Rizzoli si e' studiato l'utilizzo di cellule staminali prelevate dal midollo osseo dei pazienti per accelerare la guarigione dopo un intervento di chirurgia vertebrale. Due i progetti del Dipartimento di scienze mediche dell'Alma Mater: uno sulla crioconservazione dei gameti e l'altro sull'aumento della consapevolezza dei fattori di rischio cardiovascolare. Infine, finanziato un progetto dell'Ausl della Romagna su nuove molecole in grado di fermare la resistenza dei batteri agli antibiotici. "Questa e' ricerca seria- chiosa Bolondi- presentata da persone serie, non da ciarlatani come spesso vediamo in tv".

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