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Lazio, centri socio-educativi per adulti con disabilità complesse: una “battaglia vinta”

E' durata un anno la battaglia, iniziata a dicembre 2017 da Elena Improta, “partendo dai diritti negati a mio figlio Mario”. Obiettivo: promuovere progetti sociali diurni a favore dei giovani adulti con disabilità complessa “rifiutati” dai centri diurni

22 dicembre 2018

ROMA – “Ce l'abbiamo fatta, la norma che chiedevamo adesso c'è, il nostro emendamento è stato accolto, dopo un anno di battaglie”: esulta Elena Improta, che nel dicembre 2017 aveva dato inizio a questa battaglia, “a partire dai diritti negati a mio figlio Mario – spiega - per promuovere progetti sociali diurni a favore dei giovani adulti con disabilità complessa 'rifiutati' dai Centri Diurni ex art.26 “. Un'esperienza toccata a Mario e a tanti come lui. 
 
“Grazie all'iniziativa della mia amica Donatella Mazza – ricorda Improta - fu lanciata una petizione on line e raccogliemmo 50 mila firme. Poi, l'incontro con Loredana Fiorini e l'Associazione Hermes ha rafforzato una battaglia civica e politica che ci ha portate a giugno scorso, con l'appoggio della Regione Lazio e dell'IPAB Asilo Savoia ad aprire un Centro socio educativo ed occupazionale diurno”. 
 
Quella sperimentazione è durata un mese : oggi l'IPAB Asilo Savoia ha garantito a 10 famiglie del 2° municipio di Roma un co-finanziamento per tre anni, “al fine di garantire la continuità di questo importante, soprattutto innovativo progetto del 'durante noi' – spiega Improta - che salva i nostri ragazzi dalla segregazione domiciliare”. 
 
Ora, l'ultima novità: la trasformazione di questa sperimentazione in norma, tramite un emendamento al Piano regolatore sociale: “Grazie ad Oltre Lo Sguardo e alla Hermes – ci fa sapere Improta - abbiamo avuto conferma che è stato accolto un nostro emendamento al Piano Regolatore Sociale Regionale che promuove l'istituzione in ogni distretto di un Centro socio educativo ed occupazionale per persone giovani adulte con disabilità complesse che necessitano di alto carico assistenziale”.
 
In particolare, l'emendamento prevede l'attivazione "di servizi per i giovani adulti con disabilità complessa che necessitano di un livello assistenziale più alto che contrasti l’isolamento sociale. I Centri socio-educativi per persone con disabilità grave e/o complessa sono finalizzati all’integrazione nei contesti sociali di appartenenza, con particolare riguardo per coloro che hanno terminato il percorso scolastico, al mantenimento delle competenze acquisite e all’abilitazione di competenze di semi-autonomia. I Centri socio-educativi devono essere parte integrante della rete dei servizi al fine di favorire una presa in carico globale della persona con disabilità e favorire l’integrazione con i servizi sanitari, con le realtà formative, con i contesti occupazionali”.
 
Approvato l'emendamento, ora la palla passa a comuni e municipi, che dovranno inserire questo progetto nel piano sociale di zona: “ci auguriamo che presto la norma sia calata sui comuni e municipio, finanziata dai piani di zona e finalmente attuata”. (cl)

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