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Disabilità, a Gaza nasce un centro per la vita indipendente

Rafforzare l’indipendenza delle persone con disabilità nella Striscia dove gran parte degli adolescenti disabili non va a scuola e 9 adulti disabili su 10 non lavorano. Come? Riproponendo il modello del Centro per l’autonomia di Roma. È il progetto I-can promosso dalla ong riminese EducAid

6 dicembre 2018

ROMA - Secondo il Pcbs, il Palestinian center bureau of statistics, il 6,9 per cento della popolazione di Gaza è costituito da persone con disabilità. All’interno della Striscia, queste rappresentano uno dei gruppi più vulnerabili della popolazione perché costrette ad affrontare le difficoltà più estreme nella vita quotidiana, come l’esclusione dal godimento dei propri diritti, oltre a essere soggette a continua discriminazione. Tale situazione risulta essere ulteriormente grave per le donne con disabilità, che subiscono una doppia discriminazione in quanto donne e persone con disabilità. Per questo la ong riminese EducAid ha sviluppato a Gaza City il progetto I-can per l’attivazione di un Centro per l’autonomia delle persone con disabilità, con il co-finanziamento della sede di Gerusalemme di Aics, l’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo e la partnership di Fish, Rids e dell’Università di Bologna.
 
In questi giorni tre esperti del Cpa, il Centro per l’autonomia di Roma, stanno trasferendo competenze e metodologie di lavoro agli operatori palestinesi: Patrizia Sperlongano, assistente sociale e Direttore operativo; Mauro Tavarnelli fisioterapista e coordinatore; Rocco Pappaccogli, architetto e responsabile della progettazione accessibile. Il Centro, attivo a Roma dal 1997, si ispira ai principi dei diritti umani come l’abilitazione delle persone con disabilità a una vita concretamente indipendente, il più possibile autonoma e inclusiva al di fuori di una visione sanitarizzata o istituzionalizzata. “La sfida – spiega la ong riminese – è quella di assumere il modello del Cpa di Roma e trasferirlo nella Striscia di Gaza, in un contesto reso oltremodo ‘difficile’ a causa del conflitto e dello stigma che le persone con disabilità sono costrette a subire. È una sfida ambiziosa, certo. Ma vogliamo farlo”.
 
La non autonomia delle persone con disabilità è strettamente correlata a una impossibilità di inclusione e di emancipazione, tanto che il 42,2 per cento delle persone con disabilità sopra i 15 anni residenti nella Striscia di Gaza non è iscritta ad alcuna scuola e il 90,9 per cento non lavora. Proprio sull’empowerment delle persone con disabilità, e donne in particolare, si concentra l’attività di EducAid a Gaza e in Cisgiordania, con progetti che prevedono percorsi personali di emancipazione e corsi di formazione professionale per l’avvio di start up e micro-imprese.
 
L’obiettivo del progetto (partito lo scorso maggio, si concluderà nel maggio del 2021) è proprio quello di rafforzare l’indipendenza e l’autodeterminazione delle persone con disabilità tramite la costituzione di un centro olistico e innovativo in cooperazione con le realtà territoriali. Almeno il 40 per cento delle persone con disabilità utenti del centro dichiara di aver aumentato le proprie capacità di decision making all’interno della famiglia dopo aver usufruito dei servizi messi a disposizione; mentre il 50 per cento ha confermato di avere raggiunto una maggiore indipendenza. Almeno il 50 per cento degli utenti del centro dichiara di partecipare più assiduamente a eventi sociali dopo aver usufruito dei servizi del centro.
 
EducAid ha fatto una stima dei beneficiari diretti delle attività di I-can: i beneficiari dei servizi del centro saranno almeno 500 persone con disabilità e i loro familiari. Duecento persone con disabilità – di cui almeno 80 donne – e 100 familiari potranno usufruire di peer counseling di gruppo. E ancora: 15 scuole beneficeranno di adeguamenti ambientali e training su educazione inclusiva; almeno 200 studenti di supporto e counseling; 80 donne con disabilità di training professionalizzanti; 40 donne con disabilità di tirocini. Almeno 40 imprese private beneficeranno di adeguamenti ambientali e saranno sensibilizzate sul diritto al lavoro delle persone con disabilità; almeno 500 persone saranno orientate al lavoro; 10 donne saranno formate su social media; 100 donne e madri di persone con disabilità potranno beneficiare di attività di story-telling. Almeno 400 persone saranno sensibilizzate sui diritti delle persone con disabilità.

di Ambra Notari

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