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Giovani, alcool e droghe la principali cause di incidenti stradali

Una strage paragonabile alle conseguenze di dieci terremoti l'anno. È così che Antonio Affinita, direttore generale del Movimento italiano genitori, definisce le morti su strada, che nel 2017 sono state più di 3300. Sgalla (Polizia di Stato): "Incidenti stradali prima causa di morte per i giovani sotto i 30 anni"

5 novembre 2018

ROMA - Una strage paragonabile alle conseguenze di dieci terremoti l'anno. È cosi' che Antonio Affinita, Direttore generale del Moige (Movimento italiano genitori), definisce le morti su strada, che nel 2017 sono state piu' di 3300. Un numero ricondotto ad incidenti casuali ma che, nella maggior parte dei casi, viene associato alla guida in stato di ebbrezza. Nella Sala del Parlamentino del Cnel, a Roma, il Moige ha di recente presentato la campagna 'Mano al volante, occhio alla vita', realizzata in collaborazione con il dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un'iniziativa che nasce dall'esigenza di informare i più giovani sui rischi di alcool e droghe per la salute e per la sicurezza stradale.
 
"Morire per un incidente stradale è il modo più stupido che esista - ha detto Roberto Sgalla, direttore centrale della Polizia di Stato - eppure ancora oggi gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i giovani sotto i 30 anni". Ma come poter arrestare questa strage annunciata? Per il 91% dei genitori, il ruolo della scuola è fondamentale per la prevenzione. Secondo i dati presentati dalla Polizia Stradale, più del 1,5% degli automobilisti sono sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
 
"Ai ragazzi vorrei dire: godete in modo sano di ogni attimo della vostra vita- ha scritto in una lettera il ministro per la Famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana- e non scordate che tutte le droghe fanno male e sono nocive per voi e chi vi sta vicino". Un male, quello delle tossicodipendenze, che nasce in ragazzi deboli o vittime di traumi, e ha conseguenze ancora più drammatiche per chi sceglie di mettersi alla guida di un veicolo. "Nelle nuove generazioni non esiste più la percezione del rischio- ha commentato Antonio Boschini, medico della comunità di San Patrignano- si inizia a fare uso di sostanze sempre prima, partendo dalla marijuana e arrivando poi al consumo delle droghe pesanti e alla dipendenza".
 
"Oggi i giovani sono più informati sui rischi dell'alcool per chi si mette alla guida- ha aggiunto Sgalla- ma dobbiamo fare ancora molto per responsabilizzarli sul pericolo delle droghe".
 
Il progetto 'Mano al volante' coinvolgerà quaranta scuole superiori in tutta Italia, per un totale di oltre ottomila ragazzi e 15mila genitori e docenti. "Dobbiamo fare uno sforzo maggiore per arrestare questo fenomeno- ha concluso Sgalla- e solo informando i giovani e responsabilizzando gli adulti potremmo abbattere il numero di vittime che oggi muoiono sulle nostre strade".

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