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Malati di Sla del Comune di Roma, Viva la Vita onlus: fondi dimezzati con mesi di scoperto

La onlus denuncia: “L’assessore Baldassarre è da mesi che si fa negare”. Il Comune di Roma ha deciso di bloccare il contributo al minimo per tutti indistintamente: 800 euro per un badante, in via sperimentale, per un anno. “Un gran bell'esempio di come i ‘5 stelle’ siano realmente vicini ai problemi dei cittadini”

12 luglio 2018

ROMA - È di gennaio la delibera della Giunta Capitolina che recepisce il fondo regionale sulle disabilità gravissime. Un contributo per il caregiver e per l'assistenza indiretta che, per il resto della regione Lazio, va da 800 a 1200 euro al mese in funzione delle condizioni cliniche e socio-assistenziali, e che invece il Comune di Roma ha deciso di bloccare al minimo per tutti indistintamente: 800 euro per un badante, in via sperimentale, per un anno. Roberto Ponti di 62 anni, malato di Sla dal 2012, immobile e in respirazione meccanica invasiva, ha due figli, una moglie e una badante altamente qualificata che lo assiste grazie al precedente fondo dedicato alla Sla che ammontava a 1700 euro mensili. Il VII Municipio di Roma aveva garantito alla famiglia che avrebbe integrato il contributo, e invece anche la beffa di richiedere obbligatoriamente un'assicurazione della casa per poter ricevere un sostegno oltretutto dimezzato. “La perderemo, sicuramente, perché un lavoro così delicato e impegnativo non può essere sottopagato ed io non riesco a darle quanto le spetterebbe” dichiara la moglie Patrizia che, proprio grazie all'aiuto della badante, può continuare a lavorare portando a casa l'unico stipendio della famiglia.
 
“Mettiamo al centro la persona tramite un piano assistenziale individuale e personalizzato”: queste le parole pronunciate dall'assessore capitolino Laura Baldassarre all'emanazione della delibera. Parole che, all'associazione dei malati di Sla Viva la Vita onlus, suonano puramente demagogiche: cosa c'è infatti di così personalizzato in un intervento che dà fondi uguali per tutti? E ancora: “Si tratta di un approccio che risponde pienamente ai nuovi bisogni assistenziali nell'ottica di una sempre più forte integrazione sociosanitaria”. Una delle parole più abusate, l'integrazione sociosanitaria, di cui ancora sono oscuri gli effetti poiché ignota la reale applicazione, soprattutto in una città in cui si continuano a distribuire fondi a pioggia nell'ambito sociale in assenza totale di coordinamento con l'apporto del sanitario.
 
Per i malati di Sla, il passaggio dal precedente fondo dedicato al nuovo per gravissime disabilità ha, di fatto, dimezzato il contributo per retribuire un badante formato senza tener conto del gravissimo disagio che avrebbe arrecato. Nel frattempo, si è stati testimoni di mesi e mesi di scoperto con badanti oramai formati e assunti, i cui onorari devono essere comunque pagati. È dal mese di maggio che Viva la Vita onlus, e in particolare il suo presidente onorario Erminia Manfredi, richiede un incontro urgente con Laura Baldassarre per affrontare la questione, ma l'assoluto silenzio lascia intendere che l'assessore non ha tempo da dedicare ai malati di Sla. “Un gran bell'esempio - conclude la onlus - di come i ‘5 stelle’ siano realmente vicini ai problemi dei cittadini”.

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