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Giusy Versace agli studenti: con una testa forte e un cuore pulito si può arrivare ovunque

"La disabilità è negli occhi di chi guarda, senza arti l'esistenza può essere più complicata ma non meno bella". Giusy Versace si presenta così a Roma, ai ragazzi della Summer school dell'agenzia Dire in un racconto che ha ripercorso tutte le attività private e professionali dell'atleta

11 luglio 2018

ROMA - "La disabilità è negli occhi di chi guarda, senza arti l'esistenza può essere più complicata ma non meno bella". Giusy Versace, atleta paralimpica e conduttrice tv, si presenta così, a Roma, ai ragazzi della Summer school dell'agenzia Dire, in un racconto che ha ripercorso tutte le attività private e professionali dell'atleta. Ospite in redazione, questa mattina Giusy ha parlato ai giovani studenti della sua esperienza di vita, dalle prime attività lavorative fino all'ultima avventura in Parlamento. Nata a Reggio Calabria ma approdata a Milano per lavoro, Giusy ha iniziato la sua carriera nel mondo della moda ma, a causa di un terribile incidente automobilistico, quando aveva solo 28 anni ha perso entrambe le gambe. Un evento che ha cambiato la sua vita, senza tuttavia farla precipitare. Dopo due anni di riabilitazione Giusy si è risollevata, trovando in sé la forza di reagire e scoprendo l'amore per lo sport. Prima atleta italiana a correre con un'amputazione bilaterale, nel 2010 ha indossato le protesi di carbonio e si è avvicinata al mondo dell'atletica. "Noi non possiamo decidere gli eventi della nostra vita, ma possiamo scegliere come affrontarli- ha detto ai ragazzi- Ho lavorato, ho pianto, ho sudato e alla fine mi sono rialzata, basta volerlo".
 
Una motivazione che ha portato Giusy Versace a vincere, in sette anni, ben undici titoli italiani sui 60, 100, 200 e 400 metri. Ma lo sport non ha assorbito tutte le sue energie, grazie a cui ha anche scritto un'autobiografia ('Con la testa e con il cuore si va ovunque’) ed è diventata ambasciatrice di 'Save the Dream', campagna internazionale di promozione dell'integrità sportiva tra i giovani. "Ogni cosa che ho fatto è stata una sfida per me stessa- ha risposto ai ragazzi che le hanno chiesto, incuriositi, quale tra le attività svolte preferisse- Con una testa forte e un cuore pulito, si può arrivare ovunque".
 
Infine, per i giovani appassionati di giornalismo, l'invito è quello di documentarsi e approfondire per leggere la realtà in maniera più chiara. Oggi, dopo aver partecipato ai Campionati europei e alle Olimpiadi paralimpiche di Rio 2016, Giusy coltiva la passione per lo sport come conduttrice televisiva, e ha portato i temi della disabilità sportiva anche in Parlamento, come la sua proposta di legge per l'erogazione degli ausili sportivi ai disabili tramite il Servizio sanitario nazionale.
 
"Avevo deciso di correre anche per chi non ha le gambe- ha concluso davanti agli studenti alla 'Dire'- e continuerò a promuovere lo sport come mezzo di terapia e inclusione sociale".

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