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Ecco i campi estivi per ragazzi ciechi e ipovedenti

Lanciato il progetto “Net.In Campus” dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti: 32 campi estivi in 18 regioni dove gli adolescenti disabili passeranno le vacanze. Legname (Uici): “Sport, percorsi tortuosi, orientamento: noi parliamo di abilità, non di riabilitazione”

7 giugno 2018

MILANO - Dalla Lombardia, all'Emilia, passando per le isole, la Versilia e il Trentino. Sono 18 le regioni italiane dove prenderà vità “Net.In Campus”, progetto di Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici) con il patrocinio del ministero del Lavoro e le Politiche sociali, per la realizzazione di campi estivi per persone con disabilità. Un milione di euro di finanziamento per 31 campi dove faranno le vacanze 350 pluridisabili, 189 ipovedenti e 200 ciechi. Tutti ragazzi fra i 4 e i 25 anni a cui son dedicate le 113mila ore di attività previste. “Non parliamo di  riabilitazione ma di abilità – dice Linda Legname, fra le responsabili del progetto –. Si tratta di cucire uno a uno l'intervento mirato per tirare fuori le potenzialità e iniziare un percorso di indipendenza”. Come? “Orientamento alla mobilità, sport, idrostimolazione” e nel 2017 sono stati sperimentati nel campo siciliano di Lampedusa “i percorsi tortuosi alla scoperta delle montagne con i ragazzi ciechi” spiega Legname.
 
Gli interventi ludico-ricreativi sono accompagnati dalle attività di psicologi, operatori del benessere e sessuologi “per affrontare temi come quello della sessualità con cui le famiglie faticano a confrontarsi”, oltre che da “un comitato tecnico scientifico, che andrà nei campi con i propri osservatori, porrà dei questionari per estrapolare dati e annotazioni che una ricercatrice universitaria di Roma e una pedagogista clinica concentreranno in un manuale di buone pratiche”. Lo scopo di questa attività, prima di ricerca e poi di divulgazione, è per l'operatrice di Uici quello di “mettere in piedi uno standard condivisibile per tutti i campi”. Non creare dei “ghetti” estivi per disabili ma ragionare su un “villaggio a misura di queste persone”. Perché “ se devo portare 20 utenti molto gravi, in sedia a rotelle o passeggino, è necessario trovare strutture con bagni adatti, letti più alti e tutta una serie di accorgimenti che spesso mancano. Non bastano due camere per disabili come avviene nelle normali strutture turistiche frequentate da famiglie o giovani coppie. L'obiettivo è favorire una piena inclusione”.
 
Il progetto Net.In Campus vanta un'esperienza ventennale sui campi estivi riabilitativi per adolescenti e si avvale di numerose collaborazioni. Fra cui Università di Siena, Istituto formazione, ricerca e riabilitazione per disabilità visiva, Associazione istruttori orientamento mobilità autonomia personale, Consiglio nazionale degli psicologi, Federazione italiana paralimpica, Ares Onlus e la Federazione delle istituzioni pro-ciechi. Ma la collaborazione di cui vanno più fieri gli organizzatori è quella dei giovani sopra i 18 anni, che in passato hanno fruito dei campi come “vacanzieri” e oggi possono lavorare come operatori. “Qualche ragazzo ipovedente potrebbe innamorarsi del settore e capire che questa è la sua strada anche lavorativa” chiude Linda Legname.

di Francesco Floris

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