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Stephen Hawking, 76 anni di vita piena, nonostante la Sla. Il ricordo delle associazioni

Colpito dalla malattia quando aveva solo 21 anni, ha vissuto fino a ieri portando in tutto il mondo la sua scienza. A lui si devono grandi scoperte, tra cui la “radiazione di Hawking”. Le associazioni: “Grande eredità. E dimostrazione che, con giusto supporto, anche nella malattia si possono fare grandi cose”

14 marzo 2018

ROMA – Settantasei anni vissuti pienamente, conquistando un posto di prim'ordine nel mondo dela scienza e dell'astrofisica in particolare. Tutto questo, con la Sla e nonostante gli impedimenti che questa malattia necessariamente comporta. La morte di Stefhen Hawking, avvenuta nella sua casa a Cambridge, è stata annunciata così dai figli, Lucy, Robert e Tim: “Siamo profondamente rattristati per la morte oggi del nostro padre adorato. E' stato un grandissimo scienziato e un uomo straordinario. I suoi lavori vivranno ancora per molti anni dopo la sua scomparsa. Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme al suo essere brillante e al suo umorismo, hanno ispirato persone in tutto il mondo”.
 
La malattia aveva fatto irruzione nella sua vita quando aveva appena 21 anni, compromettendo progressivamente le sue funzioni motorie. La sua mente, però, è rimasta libera e vivace fino all'ultimo momento. Orgoglioso di essere nato esattamente 300 anni dopo la morte di Galileo e di occupare la cattedra lucasiana di Cambridge che fu di Isaac Newton, Hawking si è affermato come uno dei cosmologi più autorevoli e conosciuti del mondo. A lui si deve la teoria cosmologica sull'inizio senza confini dell'Universo (denominata stato di Hartle-Hawking) e la termodinamica dei buchi neri, la cosiddetta “radiazione di Hawking”. Frequentava il mondo scientifico (e non solo) grazie a una sedia a rotelle su misura e un computer con sintetizzatore vocale. Abbiamo chiesto un ricordo dello scienziato, alle associazioni che si occupano di Sla.
 
Aisla, “la vita vale sempre la pena di essere vissuta”. Così l'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica annuncia la scomparsa di Hawking: “Se ne è andato lasciando una grande eredità: la vita vale sempre la pena di essere vissuta perché, come diceva, è quando le aspettative sono ridotte a zero che si apprezza veramente ciò che si ha. Ha impegnato la sua vita alla conoscenza dell'universo, alla ricerca di risposte. Vogliamo ricordarlo con una sua citazione che, secondo noi, insegna molto: 'Credo che le persone disabili dovrebbero concentrarsi sulle cose che il loro handicap non impedisce di fare e non rammaricarsi di quelle che non possono fare'.
 
Viva la vita onlus, “non solo un nome, ma un messaggio”. L'associazione “saluta Stephen Hawking, un uomo che ha illuminato il mondo della scienza con il suo straordinario contributo e ha vissuto con pienezza la sua esistenza, contrastando tenacemente la Sla con il suo genio e il suo estro. 'Viva laVita' non è semplicemente un nome, ma un messaggio. E lui lo ha dimostrato fino a stanotte”.
 
Comitato 16 Novembre, “tutto è possibile, con adeguati supporti”. Anche il Comitato 16 Novembre celebra il ricordo di questo “scienziato, che è stato capace di sfidare la malattia. Una forza straordinaria come pochi, che è riuscito a contrastare la patologia con tanta forza di volontà, ma anche con un forte supporto familiare e grazie alle risorse che aveva per pagare un'assistenza più che dignitosa. Altrimenti, tutta la sua genialità non avrebbe avuto alcun seguito. È la dimostrazione che, pur con una gravissima disabilità, si può essere di grande supporto non solo al proprio nucleo familiare ma al mondo intero. È quello che come associazione chiediamo da anni: metteteci nelle condizioni di poter tirare fuori il meglio, anche nelle situazioni più disgraziate”. (cl)

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