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"Non lasciamo nessuno solo con il tumore": obiettivo 120 parrucche per le mamme

Parrucche gratuite per le donne in chemioterapia. È il Progetto Margherita dell’Istituto oncologico romagnolo: nel 2016 ne hanno usufruito in 358. Lanciato un crowdfunding per acquistarne altre 120. Miserocchi (Ior): “Vorremmo incrementare il servizio ed espanderlo a tutta la Romagna”

4 ottobre 2017

FORLÌ – Una parrucca può aiutare? Moltissimo, a sentire i racconti dei volontari del Progetto Margherita dell’Istituto oncologico romagnolo e le testimonianze delle donne che vi hanno preso parte. “Mi spaventava più la chemioterapia della malattia”, dice Monia. “Il Progetto Margherita mi ha permesso di mantenere la malattia in una sfera più privata, personale”, afferma Alessandra. Di cosa si tratta? Di un servizio gratuito che fornisce una parrucca e l’assistenza di un parrucchiere e di un volontario alle donne che si stanno sottoponendo a cicli di chemioterapia e devono affrontare la perdita dei capelli. Nel 2016 sono state 358 le donne che ne hanno usufruito ma l’obiettivo è di aiutarne tante altre. Partito dalla sede di Ravenna dell’Istituto oncologico romagnolo (Ior), il servizio si è poi diffuso anche a Forlì, Rimini e Cesena. “Ascoltando le esigenze del territorio è emerso come sia fondamentale non solo incrementare il servizio che già prestiamo in queste città – dice Fabrizio Miserocchi, direttore generale Ior – ma anche espanderlo su tutte le nostre sedi della Romagna, di modo che le pazienti che affrontano i pesanti effetti collaterali delle terapie non debbano essere costrette a percorrere decine e decine di chilometri per usufruire di questa possibilità”.
 
Nasce così la campagna di crowdfunding “La mia mamma è bellissima”. Obiettivo? Raccogliere 10 mila euro con cui acquistare 120 parrucche e altri beni di consumo (come salviette, mantelline e testine). “Nessuno deve affrontare il cancro da solo, a maggior ragione una mamma”. Si apre così il testo della campagna di crowdfunding. La caduta dei capelli che segue a una chemioterapia è particolarmente difficile da accettare, soprattutto per le donne e per le mamme che devono mostrarsi forti davanti ai figli per far capire loro che andrà tutto bene. Non si tratta solo di una questione estetica, ma anche del fatto che la calvizie rende visibile la malattia. Guardarsi allo specchio e vedere la testa calva, significa vedere la malattia e identificarsi con essa. “Le persone che accogliamo non sono una malattia: hanno una malattia. È questo che cerchiamo di fare capire loro quando le incontriamo”, spiega Riccarda, una delle volontarie dello Ior che affianca i parrucchieri del Progetto Margherita. Durante gli incontri le pazienti provano le parrucche e scelgono quella che preferiscono, quella più adatta alle loro esigenze.
 
Lanciato il 2 ottobre su Idea Ginger, il progetto di crowdfunding ha ottenuto il patrocinio dei Comuni di Forlì, Cesena, Rimini e Ravenna. Alla campagna hanno aderito anche 39 gli esercizi commerciali, soprattutto saloni di bellezza e parrucchieri, in tutta la Romagna: alcuni esporranno il salvadanaio e la brochure realizzata ad hoc a sostegno del progetto, altri hanno scelto di promuovere attivamente la campagna. Tra le ricompense previste per chi sosterrà il progetto anche tagli gratuiti nei saloni dei parrucchieri che sostengono l’iniziativa. (lp)

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