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Scheda - Showdown

20 marzo 2009

CARATTERISTICHE GENERALI


Gli incontri di Showdown, disciplina sportiva riservata ad atleti non vedenti, si disputano tra due giocatori, su di un campo rettangolare, costituito da un tavolo con sponde laterali alle cui estremità vi è una piccola porta ed uno schermo al centro del tavolo.
Si gioca al cospetto di un arbitro, totalmente vedente, con racchette, realizzate in materiale liscio e duro e della lunghezza di cm 38, ed una palla sonora, del diametro di cm 6. Lo scopo del gioco è quello di mandare la palla nel campo opposto, facendola passare sotto lo schermo centrale e tentando di imbucarla nella porta avversaria.
Si gioca dal fondo del tavolo, mai dai lati, ogni goal vale due punti, e si aggiudica la partita chi, per primo, raggiunge il punteggio di 11 con lo scarto, rispetto all'avversario, di due punti. Questo criterio varrà fino al raggiungimento di 16 pari: dopo di che vincerà chi segna il 17° punto.
Il principio di gioco potrebbe essere paragonato al tennis tavolo, non a caso il termine volgare di questa disciplina è ping-pong per non vedenti, ove gli scambi bassi prendono il posto di schiacciate e pallonetti.
Questa disciplina, che non fa ancora parte di quelle paralimpiche, cioè in programma alle Paralimpiadi, segue i Regolamenti fissati dall'IBSA (Federazione Internazionale Sport Ciechi), Organismo pienamente inserito nell'IPC (Comitato Internazionale Paralimpico).

CENNI STORICI


Lo Showdown fu inventato da Joe Lewis, un canadese non vedente, negli anni '60. Subito divenne un successo e nel 1980 si data la sua presentazione, come sport ricreativo, ai Giochi per Disabili fisici di Arnhem (HOL).
Questo sport, largamente praticato all'estero, è ancora relativamente agli inizi per quanto riguarda il nostro Paese. Tuttavia, già da qualche anno, dopo i primi tornei sperimentali e dimostrativi, si organizzano Campionati Nazionali pienamente competitivi.
Si gioca a Showdown in Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America.

di daniela.quargnali

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