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Atletica paralimpica: Due ori, un argento, sette bronzi, per l'Italia, agli Europei di Bydgoszcz

Sugli scudi Martina Caironi, che porta a casa due medaglie d'oro e stabilisce il primato mondiale nel lungo. Caironi: "Questo risultato mi ha fatto capire chi sono e, soprattutto, che ho ancora molte cartucce da sparare". Il DT azzurro Duminuco: "Il bilancio finale, in termini di medaglie, è perfettamente in linea con quanto mi aspettavo"

11 giugno 2021

ROMA - Due ori, un argento, sette bronzi: è una buona Italia quella che torna dalla trasferta polacca di Bydgoszcz, teatro, nei giorni scorsi, dei Campionati Europei di atletica paralimpica. Un bottino di medaglie che colloca il nostro team al diciottesimo posto in classifica generale. Regina indiscussa, per i colori azzurri, Martina Caironi, che in Polonia si dimostra più carica che mai, candidandosi, in questo modo, a giocare un ruolo da protagonista assoluta ai prossimi Giochi Paralimpici estivi di Tokyo 2020.
La bergamasca ottiene il primo gradino del podio sia nei 100 metri che nel lungo di categoria T63. Ed è proprio nel lungo che l'azzurra si supera, conquistando oro e record del mondo con la misura di 5.06: "Sono felicissima perché questi Europei hanno rappresentato una tappa decisiva nel cammino verso Tokyo 2020". "Questo risultato mi ha fatto capire chi sono e, soprattutto, che ho ancora molte cartucce da sparare". "Il mio obiettivo - avverte - è quello di arrivare a 5.20".

La medaglia d'argento porta invece la firma di Arjola Dedaj nei 100 metri T11. Un risultato che l'azzurra ha dedicato al figlio Leonardo: "Ci voleva tempo per rimettersi in forma dopo il parto - osserva - spero che questi risultati possano servire a difendere il diritto alla genitorialità di noi donne atlete". "Sono contenta - aggiunge - perché piano piano le grandi soddisfazioni tornano".

La Dedaj si è quindi ripetuta nel lungo, andando a prendersi il terzo gradino del podio. Di bronzi, dicevamo, l'Italia ne ha vinti sette. E cosi a quello della Dedaj si sono aggiunti quelli di Riccardo Bagaini nei 400 T47, di Marco Cicchetti nel lungo T44-64, di Riccardo Cotilli nei 100 T44-64, di Ndiaga Dieng nei 1500 T20, di Alessandro Ossola nei 100 T63 e di Nicky Russo nel peso F35.

"Sono abbastanza soddisfatto sia dal punto di vista dei risultati che della serietà mostrata da tutti i partecipanti - dichiara il Direttore Tecnico della Nazionale Vincenzo Duminuco - il bilancio finale, in termini di medaglie, è perfettamente in linea con quanto mi aspettavo". "Per precise scelte tecniche abbiamo rinunciato ad almeno 8 medaglie 'pesanti' puntando forte su Tokyo - spiega - e i conti tornano tutti". "Tutti gli atleti, anche quelli che non erano presenti in Polonia, sono chiamati a dare conferma del loro livello prestativo in occasione dei prossimi Campionati Italiani Assoluti del 3 e 4 luglio a Concesio - conclude Duminuco - che rappresenteranno l'ultimo appuntamento importante prima delle convocazioni per le Paralimpiadi di Tokyo". (a cura del Cip)

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