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Comitato Italiano Paralimpico: l’augurio del presidente del Cip Luca Pancalli per il prossimo anno

“Mi auguro che i Giochi di Tokyo siano la luce in fondo al tunnel”. Dal fermo alle gare per la pandemia all’incidente di Zanardi, “un anno che vorremmo cancellare”. Ma ci sono speranza e determinazione per il prossimo futuro: “La squadra azzurra a Tokyo sarà bella, compatta, unita e forte”. Lo sport assolve a un’importantissima funzione sociale, è per tanti ragazzi disabili l’unico momento inclusivo e di socializzazione”

29 dicembre 2020

ROMA - “Mi auguro che i Giochi di Tokyo siano la luce in fondo al tunnel”. C’è tanta voglia di lasciarsi alle spalle una stagione travagliata nelle parole di Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico. Una stagione caratterizzata, a livello sportivo, dal rinvio di un anno delle Paralimpiadi Estive di Tokyo 2020. Un rinvio sofferto ma inevitabile, considerata la situazione sanitaria mondiale dovuta alla diffusione della pandemia di Covid-19.
“La speranza è che i prossimi Giochi rappresentino un segnale di ripresa dallo sport, perché lo sport ha sempre avuto una maggiore capacità di resilienza rispetto ad altri mondi”.
“Il 2020 è un anno che vorremmo cancellare – sottolinea – un anno che definire difficile è dir poco e che, dal punto di vista sportivo, ha visto il blocco totale delle attività, una situazione che ha messo in ginocchio il mondo dell’associazionismo di base, che assolve a un’importantissima funzione sociale, perché fare sport rappresenta per tanti ragazzi disabili l’unico momento inclusivo e di socializzazione”.
Un anno reso ancor più drammatico dall’incidente che il 19 giugno ha visto coinvolto uno dei simboli del mondo paralimpico, Alex Zanardi. In sella alla sua handbike, Zanardi percorreva l’Italia con il progetto della sua associazione Obiettivo 3 per ridare speranza a un Paese martoriato dalla pandemia: “E’ stato veramente l’anno delle brutte notizie anche per quello che è successo ad Alex”.
Un Zanardi, però, è bene sottolinearlo, che proprio nelle ultime ore ha dato incoraggianti segnali di ripresa. Ricoverato dal 21 novembre scorso al reparto di neurochirurgia dell’Ospedale di Padova, il campione bolognese sembra di rispondere alle sollecitazioni esterne. Nelle ultime ore, infatti, ha stretto la mano su richiesta, ha alzato il pollice alla domanda di fare il gesto dell’ok e ha riconosciuto la moglie Daniela. Insomma, significativi progressi da parte di un atleta che sta lottando con tutte le forze per vincere la battaglia più importante della sua vita.
“Alex, la nostra punta di diamante, mancherà a una squadra che a Tokyo sarà bella, compatta, unita e forte – assicura Pancalli – prima che tutto si fermasse a causa della pandemia eravamo riusciti a qualificare ben 115 atleti per i Giochi. Mi auguro che questo numero possa crescere ancora nei prossimi mesi”. (a cura del Cip)

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