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Scomparso all’età di 59 anni Andrea Tabanelli, il pioniere del curling in carrozzina in Italia

Con la Nazionale italiana aveva partecipato a due edizioni dei Giochi Paralimpici Invernali: Torino 2006 e Vancouver 2010. Il ricordo di Egidio Marchese, compagno di squadra nella Disval e nell’Italia: “Nonostante la sua voglia di combattere e vincere le partite della vita non ce l’ha fatta. Insieme abbiamo condiviso tanti momenti belli e brutti, il tutto per far appassionare tanta gente a questo sport”

28 ottobre 2020

ROMA - Grave lutto nel mondo paralimpico: scompare, all’età di 59 anni, Andrea Tabanelli, il pioniere del curling in carrozzina in Italia. Nato a Perugia il 16 aprile del 1961, Tabanelli è stato tra i fondatori della Nazionale Italiana, con cui ha preso parte a due edizioni dei Giochi Paralimpici Invernali: Torino 2006 e Vancouver 2010. E se a Torino si è trattato di un’edizione storica, in grado di segnare l’esordio della Nazionale Italiana sul palcoscenico di una Paralimpiade, a Vancouver è arrivata la soddisfazione maggiore per Tabanelli e la Rappresentativa Azzurra, capaci di piazzarsi ai piedi del podio e di portare a casa un ottimo quinto posto. Costretto su una carrozzina dall’età di 25 anni, da quando aveva subito un grave incidente in sella alla sua moto da cross, Tabanelli viveva ad Aosta ed esercitava la professione di commercialista. Divideva la sua passione sportiva tra il curling in carrozzina – militava con la formazione della Disval nel ruolo di skip - e il tiro a volo, con cui aveva partecipato a diversi campionati italiani, togliendosi tante soddisfazioni anche in questa disciplina. Qualche anno fa, di ritorno da un allenamento con la squadra di curling, era stato protagonista di un incidente: la sua vettura, infatti, era andata a sbattere contro un casello autostradale. Da quel momento non si era mai del tutto ripreso.  Commosso il ricordo di chi, con Andrea, ha portato il curling in carrozzina nel nostro Paese: Egidio Marchese. Compagno di squadra nella Disval e nella Nazionale Italiana, Marchese racconta: “Era da un po’ di tempo che non stava bene. Dal giorno dell’incidente ha iniziato a soffrire per alcune infezioni che aveva preso in ospedale. Tribolava ormai da un paio d’anni. Si riprendeva ma poi peggiorava. Purtroppo, le sue condizioni si sono aggravate molto negli ultimi tempi”.

“Alla fine non ce l’ha fatta, nonostante la sua grande voglia di combattere e vincere le partite della vita. Andrea e io abbiamo passato tanto tempo insieme – racconta Marchese – in vent’anni abbiamo condiviso tanti momenti belli e brutti, il tutto per cercare di fare quello che alla fine siamo riusciti a fare, ovvero far appassionare tanta gente a questo sport. In Valle d’Aosta, grazie all’impegno di Andrea, abbiamo costruito un movimento molto importante, forse unico sul territorio, riuscendo a dare risposte concrete a chi vuole avvicinarsi a questa disciplina”.

“Ad Aosta abbiamo creato tre squadre – prosegue – la nostra, la Disval, era tra le più competitive nel panorama italiano – assicura - se non vincevamo arrivavamo comunque vicini a farlo. Andrea era un punto di riferimento fondamentale per tutti anche per le sue competenze amministrative – ammette – se avevo qualche dubbio, chiamavo lui e riusciva sempre a darmi tranquillità, al di là del nostro rapporto di amicizia. Con la sua scomparsa, il mondo paralimpico ha perso un bel pezzo, sia come persona che come atleta – aggiunge – Andrea era una persona a cui tutti volevano veramente un gran bene”. (a cura del Cip)

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