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Fisdir: sei record italiani e un primato europeo ai Campionati di atletica leggera di Pescara

In gara non ha stabilito primati ma da oggi Nicole Orlando è sui libri di scuola: “Sono diventata materia di studio. Noi persone con sindrome di Down non vogliamo una vita straordinaria, ci basta far vedere quanto sia meravigliosa la nostra normalità”

16 ottobre 2020

ROMA - È calato il sipario sui Campionati Italiani di atletica leggera 2020 Fisdir. L’evento, che si è svolto presso l’impianto dello Stadio Adriatico di Pescara, ha fatto registrare prestazioni di assoluto livello tecnico, tra cui ben sei primati nazionali e uno che vale anche come record europeo. La manifestazione, organizzata dalla Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali con la collaborazione della ASD Uguali nello Sport “Giuliano Visini”, ha visto una nutrita partecipazione di atleti, questo nonostante l’incerta situazione legata alla diffusione di Covid-19 che sta vivendo il Paese in questo periodo.

Il primo record è arrivato grazie a uno degli atleti di punta di questo movimento: Fabrizio Vallone. Il corridore della Anthropos Civitanova ha stabilito il nuovo primato italiano nei 10000 metri con il crono di 32’22”09. Subito dopo è stata la volta di Andrea Mattone, della ASHD Novara, che ha fissato a 18”40 il nuovo limite nazionale dei 110 ostacoli. Mattone si è quindi ripetuto nei 400 ostacoli, migliorando il suo precedente record e fermando il crono su 1’04”37. Chiara Zeni, atleta con sindrome di Down della Osha Como, si è confermata la migliore atleta europea sui 100 metri C21, correndo in 15’61, nuovo primato italiano e continentale. Sempre in campo femminile, Laura Dotto (Oltre Montebelluna) ha limato il record italiano degli 800 metri (2’24”21).

Il sesto e ultimo record è arrivato grazie alla prova di Luigi Casadei (Anthropos Civitanova) nel giavellotto. Il lanciatore marchigiano ha raggiunto la misura di 49,45 metri, migliorando di quasi un metro il suo precedente primato (48,59 metri). A Pescara non ha stabilito primati ma Nicole Orlando rimane uno dei simboli indiscussi del mondo sportivo Fisdir. La campionessa piemontese è da oggi sui libri di scuola. A pagina 107 del testo degli studenti della quinta elementare "Officina dei Linguaggi - Letture", si può trovare la sua autobiografia "La regina dell’atletica", uno stralcio tratto da "Vietato dire non ce la faccio", il libro del 2016 scritto dalla Orlando e dalla scrittrice romana Alessia Cruciani.

“Bambine e bambini, non odiatemi – scherza Nicole – mi dicono che sono diventata anche materia di studio. La sindrome di Down non è quella disgrazia che tutti credono – spiega l’atleta – è necessario, invece, ribaltare le prospettive e mettere da parte i luoghi comuni: per noi la vita è possibile. Non vogliamo una vita straordinaria, ci basta far vedere quanto sia meravigliosa la nostra normalità”.

Analizzando le gare dei Campionati Italiani, la Orlando ammette: “La cosa più bella che mi è successa nel fine settimana? Aver perso. No, non sono impazzita, perché la mia ex compagna Chiara Zeni mi ha battuta meritatamente, facendo tutti i salti oltre i tre metri e vincendo con 3,45, suo primato personale, mentre io mi sono fermata a 3,16. Dopo un attimo di tristezza per la sconfitta, Chiara si è avvicinata e mi ha detto, con molta sincerità, che le dispiaceva che avessi perso – racconta – solo nelle gare Fisdir si possono vedere cose così. A Chiara auguro tante vittorie future”. (a cura del Cip)

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