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Sessant’anni di Roma ’60, il via alle celebrazioni: scoperta una targa dove tutto iniziò

Allo stadio dell'Acqua Acetosa, oggi intitolato a Paolo Rosi, cerimonia con la sindaca Raggi, i presidenti di Cip e Coni, Pancalli e Malagò, il presidente Inail Bettoni. E l'emozione di Aroldo Ruschioni, atleta che visse da protagonista quel giorno: "Qui è cominciato tutto"

18 settembre 2020

ROMA - Una targa in memoria di quel giorno di sessanta anni fa in cui si aprirono le prime Paralimpiadi della storia. A scoprirla, nell'impianto romano dell'Acqua Acetosa, nello stadio oggi intitolato a Paolo Rosi, sono stati il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente dell'Inail Franco Bettoni, Proprio su quella pista, il 18 settembre 1960, venivano aperti i Giochi che a posteriori sono stati riconosciuti come i primi Giochi Paralimpici della storia, a cui parteciparono 400 atleti di 23 nazioni. Presenti alla celebrazione anche il delegato allo Sport della Presidenza della Regione Lazio, Roberto Tavani e Aroldo Ruschioni, atleta paralimpico che partecipò ai Giochi del 1960, vincendo tre medaglie, e che successivamente disputò altre tre edizioni delle Paralimpiadi.

Oggi, ha detto Pancalli ricordando il medico Inail Antonio Maglio "abbiamo celebrato l'intuizione con cui qualcuno, un visionario ai tempi, ebbe la sensibilità di portare a Roma i primi Giochi paralimpici della storia. A partire da quell'edizione si è costruita la storia del movimento paralimpico moderno che ha intercettato la vita di milioni di ragazzi e ragazze disabili in tutto il mondo, consegnando un messaggio di speranza e di consapevolezza che attraverso lo sport si potesse recuperare la propria vita e proiettarsi nel futuro. Roma 1960 è stato l'inizio di una storia che si è poi colorata di tante storie umane. Da lì è nato tutto, compreso il gemellaggio con il mondo olimpico. Questo impianto ora ha una targa che ricorda quell'evento: ricordare che in questo luogo è partita la storia del mondo paralimpico è qualcosa in più del ricordo di un semplice evento. Significa ricordare la capacità dello sport di essere strumento di inclusione e partecipazione, e ricordare ciò che gli atleti paralimpici rappresentano oggi, un esempio per gli altri".

Anche il presidente Coni Giovanni Malagò sottolinea l'unità di intenti fra sport olimpico e sport paralimpico: "Dobbiamo essere orgogliosi della storia di Roma, questa è la meno celebrata ma è quella di cui dobbiamo essere più fieri".

"Roma, Capitale dello sport universale, oggi celebra i 60 anni dalla prima Paralimpiade: un gesto rivoluzionario per l'epoca che includeva una nuova categoria di atleti e che iniziava un percorso storico per far capire che tutte le persone meritano una vita dignitosa, bella e anche competitiva, ciascuno con la propria abilità o disabilità". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi. Secondo la prima cittadina "tanta strada si è fatta da allora e tanta ancora ne deve essere percorsa. L'obiettivo è quello di diventare una società completamente inclusiva nella quale le differenze fra normodotati e disabili siano il più possibile azzerate. Credo sia un obiettivo da perseguire sia a livello istituzionale che personale".

Il presidente Inail, Franco Bettoni, mette in evidenza “le immagini di allora e il nostro collaborare insieme oggi nel recupero psico-fisico delle persone con un infortunio sul lavoro ma più in generale di ogni persona con disabilità”. “Quando ti capita un incidente – dice Bettoni - la prima cosa da fare è superarlo nella testa, a livello mentale, poi via via recuperare l’aspetto fisico e sanitario, e poi infine avere lavoro e sport, cioè inserimento lavorativo e sociale. Un percorso che insieme al Cip continuiamo a facilitare ancora oggi. Come Inail c’eravamo già all’epoca, lavoravamo e lavoriamo ancora per questo: il Centro di Vigorso di Budrio è un’eccellenza in questo campo”.

"Celebriamo una data molto importante, le Olimpiadi di Roma furono uno spartiacque, il momento in cui è partita concretamente quella crescita umana e sociale che è arrivata fino a noi", ha aggiunto il delegato allo Sport della regione Lazio, Roberto Tavani. "Siamo orgogliosi dell'ottimo rapporto tra Regione e Cip, e vogliamo che migliori ancora nel prossimo futuro: sono pronti un protocollo d'intesa e tante progettualità che diventano ancora più importanti dopo questi drammatici mesi di lockdown. Un segno tangibile- ha concluso il delegato regionale- che lo sport ci aiuta davvero a creare una società migliore".

Alla cerimonia ha partecipato anche Aroldo Ruschioni, atleta che 60 anni fa fece parte della squadra italiana presente ai Giochi, vincendo peraltro tre medaglie, un oro, un argento e un bronzo in tre diverse discipline: il tennistavolo, la scherma e il nuoto. "Il ricordo più forte - ha detto con evidente emozione - è il momento in cui ci venivano consegnate le medaglie: era una grande soddisfazione perché si otteneva il risultato per il grande lavoro fatto. Eravamo una grande famiglia, e per raggiungere qualche risultato lavoravamo molto: nessuno ci regalava niente. Sono contento di essere ancora qua a raccontare questo, è un vero onore per me essere qui oggi".

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