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La gara più importante di Zanardi: da giorni in coma farmacologico

Il campione bolognese coinvolto in un terribile incidente nel corso di Obiettivo Tricolore. Ha subito una delicatissima operazione neurologica. Il presidente del Cip Pancalli: “Sono sconvolto. Alex è un grande amico e un’icona ed è grazie a lui che il movimento paralimpico italiano e internazionale è cresciuto”

23 giugno 2020

ROMA - Tutti con Alex. Da giorni l’intero Paese si sta stringendo attorno al campione bolognese e alla sua famiglia, per aiutarlo, idealmente, nella sua ultima e più importante gara: quella per la vita. Lo spaventoso incidente che ha coinvolto venerdì pomeriggio Alessandro Zanardi sulla sua handbike nel corso di Obiettivo Tricolore, la gara promossa dallo stesso Zanardi per portare un messaggio di speranza al nostro Paese a seguito della pandemia di Cobid-19, sta lasciando tutti con il fiato sospeso. Tifosi, atleti, mondo della politica, fan, appassionati, semplici cittadini conquistati dalla semplicità con cui Alex ha dato una seconda chance alla sua vita dopo l’altro drammatico incidente che lo vide coinvolto, quello del 2001 suo circuito di Lausitzring. Un impatto spaventoso, quello contro la vettura del canadese Alex Tagliani, che gli costò l’amputazione di entrambi gli arti inferiori.
 
Ma si sa, perché tutta l’Italia ha imparato a conoscerlo, che Zanardi non si arrende mai e così, dopo quella automobilistica, il bolognese inizia una carriera nel mondo paralimpico grazie all’incontro fortuito con il campione di handbike Vittorio Podestà. In sella alle due ruote, Alex conquista quattro medaglie d’oro e due di bronzo ai Giochi di Londra del 2012 e a quelli di Rio del 2016, più qualcosa come dodici ori, quattro argenti e un bronzo iridati.
 
Oggi, dicevamo, la gara più importante. Da quattro giorni è in coma farmacologico a seguito di una delicatissima operazione neurochirurgica e a un intervento maxillo-facciale dovuti al trauma cranio-facciale, al fracasso facciale e alla frattura affondata delle ossa del frontale subito dopo l’impatto contro un tir nel corso della tappa di Pienza di Obiettivo Tricolore.
 
Danni neurologici? Conseguenze alla vista? Ancora presto per dirlo. Serviranno sette-dieci giorni per avere idee più chiare circa il futuro di Zanardi. Per il momento l’autista del tir che ha investito il campione il bolognese è indagato ma, dicono dalla Procura, è un atto dovuto. Il camionista, un 44enne senese risultato negativo all’alcol, non avrebbe, infatti, colpe. Già a poche ore dall’accaduto, il tecnico della Nazionale Italiana di paraciclismo, Mario Valentini, aveva parlato di errore da parte di Alex: “C'è un rettilineo lungo in discesa e Alex si è imbarcato ed è finito dall'altra parte. L'autotreno l'ha preso sul montante, nonostante si sia spostato di un metro. Con la leva della pedivella sinistra ha colpito il montante che gli autisti usano per salire sul camion - racconta ancora Valentini – si è girato alcune volte e il casco non ha retto”.
 
“Sono sconvolto – le parole del Presidente del CIP Luca Pancalli – Alex è un grande amico e un’icona ed è grazie a lui che il movimento paralimpico italiano e internazionale è cresciuto. Zanardi, però, non rappresenta qualcosa di straordinario solo per il mondo paralimpico, bensì per tutto il mondo dello sport e per l’intero Paese”.
 
E tutto il mondo sportivo, paralimpico e non, si stringe attorno alla sua figura di uomo e atleta. Oltre alla grande preoccupazione, però, c’è anche la consapevolezza che anche questa volta Alex ce la farà. (a cura del Cip)

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