SuperAbile







Chat e video-allenamenti: le società paralimpiche resistono al coronavirus

La risposta delle polisportive Sesto 76 Lisanza, Briantea84 e Poha Varese alla chiusura di impianti e al rinvio delle gare: sui social i messaggi per stare uniti e mantenere la forma

25 marzo 2020

MILANO - Chat, post motivazionali e video-allenamenti per stare uniti e rimanere in forma. Chiuse palestre, piscine e impianti sportivi, annullati gare e tornei – con una grande incognita sulle prossime Paralimpiadi in programma a fine agosto a Tokyo –, il mondo paralimpico prova a resistere al coronavirus all’insegna del #distantimauniti. Dalla Lombardia, regione più colpita in Italia dalla piaga Covid-19, arrivano le testimonianze di come 3 storiche società sportive siano rimaste in contatto con i loro tesserati, specie i più giovani e quelli che da poco avevano intravisto nello sport il modo per coniugare benessere fisico e mentale, autostima e integrazione.
 
L’associazione sportiva dilettantistica Sesto 76 di Lisanza, in provincia di Varese, è nata nel 1976. Dal 2012 propone atletica leggera e ginnastica artistica a persone con disabilità intellettivo-relazionali. “Sono una ventina, dai 4 anni ai 22 – spiega Daniela Govoni, tecnico Fisdir – A loro lo sport manca molto, ce ne siamo resi conto dalla risposta che hanno dato alla nostra proposta di continuare ad allenarsi da casa, seguendo le indicazioni che diamo attraverso i video”. I video sono girati a casa dagli stessi istruttori che, rivolgendosi direttamente ai tesserati, indicano una serie di esercizi adattati allo spazio domestico: passare sotto una sedia o scavalcarla, fare il tunnel sotto lo stendino, lanciare una pallina, riprodurre un ritmo battendo le mani oppure, per le ragazze che fanno ginnastica artistica, fare la trave usando una corda o un nastro di carta stesi sul pavimento. “Sono proposte molto semplici – continua Govoni –: non andiamo a curare la performance sportiva, ma rinforziamo la relazione che abbiamo con loro, aiutiamo a riempire le giornate e a dare una parvenza di normalità”.
 
Spostandosi a una cinquantina di chilometri più a est, anche la Briantea84 di Cantù, in provincia di Como, vuole andare avanti nonostante il coronavirus. I tesserati sono 180 e hanno dagli 8 anni in su. Cinque le aree paralimpiche: basket in carrozzina (atleti con disabilità fisica), nuoto (disabilità fisica e intellettivo-relazionale), calcio (disabilità intellettivo-relazionale), pallacanestro (disabilità intellettivo-relazionale) e atletica (disabilità intellettivo-relazionale). Per mantenere lo spirito di gruppo, giornalmente sui social vengono pubblicati ricordi “che non conoscono distanza”, challenge e testimonianze degli atleti alle prese con l’isolamento: c’è chi si allena con la corda e chi invita a non uscire da casa: “Non è uno scherzo”. Silvia Longoni, tecnico e responsabile del settore nuoto Fisdir di Briantea84, ha inoltre aperto una chat di gruppo in cui invia quotidianamente video ai 12 nuotatori della BLM Briantea84. “Sono tristi per non poter stare più insieme e sentono una forte mancanza dell’allenamento e dell’acqua – racconta – Lo sport per qualcuno è un modo per sfogarsi, ad altri aiuta a trovare un ruolo e togliersi delle soddisfazioni, per altri ancora vuol dire stare in compagnia”. Longoni ha stilato un programma di allenamenti che copre 5 giorni: 2 giorni sono per potenziare la parte alta del corpo, due per quella bassa, mentre il mercoledì ci sono addominali e lombari. “Quando invio i videomessaggi con le indicazioni per gli allenamenti cerco di fornire spiegazioni il più possibili chiare – aggiunge – Parlo molto e mostro gli esercizi di giornata”. I videomessaggi non servono solo per farsi trovare pronti quando si potrà tornare in acqua e ripartirà la stagione delle gare: “Provo a mantenere il bel rapporto che si è instaurato in questi mesi con tutto il gruppo”.
 
La Polha Varese è una delle prime polisportive per persone con disabilità della Lombardia: nata nel 1982, oggi permette di praticare ginnastica, handbike, kayak, nuoto, sledge-hockey, tennis tavolo, boccia paralimpica e altro ancora. Tra i suoi atleti più famosi, i nuotatori Alessia Berra, Federico Morlacchi e Simone Barlaam. “Attraverso le chat ci teniamo in contatto tra di noi consiglieri e monitoriamo l’umore degli atleti – dice la presidente Daniela Colonna-Preti –: alcuni sono decisamente insofferenti, essendo abituati ad allenarsi anche 11 volte a settimana”. Chi può continua da casa a fare mantenimento: “Per alcuni lo sport è tutto, una sfida, una grande passione, chi stava preparandosi per le Paralimpiadi è preoccupatissimo – continua – Ma mi dispiace molto anche per chi aveva appena iniziato e grazie allo sport stava recuperando autostima”. La società ha messo a disposizione dei tesserati degli psicologi per aiutarli a guardare avanti con positività. “Stiamo cercando di utilizzare i social per continuare a sentirci una squadra e una famiglia – aggiunge la presidente della Polha Varese –: abbiamo chiesto ad atleti e tecnici di aderire alla campagna #distantimauniti e con l’hashtag #Polhainquarantena pubblichiamo videointerviste giorno per giorno. È un modo sia per tenere alta l’attenzione all’interno della società e continuare a far sentire atleti i nostri atleti, sia per ricordare all’esterno che noi ci siamo sempre”.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati