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Calcio amputati: la Nuova Montelabbate vince il primo campionato della storia

La squadra marchigiana si è imposta, in finale, sul Vicenza Calcio Amputati. Bonaventuri: “Torniamo a casa con il titolo ma soprattutto con la consapevolezza che ha vinto il calcio amputati”. Marcantognini: “Onore ai nostri avversari e al loro capitano Emanuele Padoan”. Padoan: “Tanta amarezza: la sconfitta brucia e mi addolora tanto ma ora testa alta, questo è solo l'inizio”

8 novembre 2019

ROMA - E’ la Nuova Montelabbate la prima formazione italiana a vincere il Campionato Italiano di Calcio Amputati: la prima edizione dei Tricolori va quindi alla squadra marchigiana, brava a imporsi, in finale, sul Vicenza Calcio Amputati. L’ultimo atto della stagione si è svolto nel fine settimana a San Donato di Lecce. In campo Nuova Montelabbate e Vicenza, che si sono affrontate per il primo posto, e Levante C. Pegliese e Fabrizio Miccoli, che si sono sfidate per il terzo e quarto posto. Due gol messi a segno nella ripresa da Vincenzo De Fazio e dal capitano Marco Pollicino hanno permesso alla Levante C. Pegliese di piegare i padroni di casa della Fabrizio Miccoli e di portare a casa il terzo posto.
 
Tanto equilibrio nel match valido per il titolo italiano, che si è risolto solo grazie a un rigore trasformato dal giovane Lorenzo Marcantognini. Un risultato che, negli ultimi secondi di gioco, sarebbe potuto cambiare, se l’estremo difensore della Nuova Montelabbate, Daniel Priami, non avesse parato un rigore calciato da Emanuele Padoan.
 
Il primo titolo della storia del calcio amputati va quindi alla Nuova Montelabbate: “Si torna a casa non solo con la medaglia e la coppa, che altro non sono che oggetti, ma si torna vincitori tutti – esordisce il giocatore campione d’Italia David Bonaventuri – il calcio amputati torna a casa con il suo primo Campionato Italiano, con molti nuovi giocatori reclutati, grazie soprattutto al lavoro degli amici genovesi e pugliesi, e altri che in questo periodo sono molto maturati”.
 
“Lo step c’è stato e si nota – prosegue - ci tengo a ringraziare e a congratularmi con gli avversari, sportivamente parlando, del Vicenza Calcio Amputati ASD, che sebbene non abbiano raccolto ciò che avrebbero meritato per il gran lavoro e impegno messi nel territorio, hanno portato nell'ambiente il concetto di professionalità”.
 
“Torno e torniamo tutti con vere e sane emozioni – ammette Bonaventuri - quindi il mio ringraziamento più grande e sentito va ai miei compagni Daniel Priami, Ivan Martucci, Riccardo Tondi, Luigi Magi, Lorenzo Marcantognini, Daniele Piana, Moha Archi, che è venuto da Madrid per giocare la finale, e poi lo staff composto da Paolo Marcantognini e Federica Bianchi”.
 
“E’ passato poco più di un anno da quando ho iniziato a giocare ma devo dire che di passi in avanti il movimento ne ha fatti – conclude – ora non vedo l'ora di giocare la Champions League”.
 
“Onore ai nostri avversari e al loro capitano Emanuele Padoan – dichiara Lorenzo Marcantognini - che per me è sempre stato un grande punto di riferimento e continuerà a esserlo”.
 
“Ringrazio tutti i miei compagni per la fiducia datami e per aver lavorato al massimo per raggiungere questo obiettivo – aggiunge - ringrazio il dottore Matteo Olivi, l’Art4sport ei miei sponsor, che mi hanno permesso di arrivare preparato a questa finale. Grazie, poi, al presidente Porru e a tutta la Fispes per l’organizzazione di questo campionato”.
 
“Ringrazio per ultimo tutta la mia famiglia, a cominciare da mio padre - sottolinea – non solo a lui, ma soprattutto a lui, ho voluto dedicare quel goal che ci ha permesso di vincere il primo Campionato Italiano di Calcio Amputati nella storia”.
 
“La storia la scrive chi vince – conclude - e vincere è l’unica cosa che conta, il resto sono solo parole”.
 
“Tanta amarezza – ammette Emanuele Padoan, capitano del Vicenza, votato miglior giocatore del torneo - ci siamo preparati bene ma questa volta i frutti del lavoro non li abbiamo raccolti”.
 
“Sbagliare il rigore decisivo all'ultimo secondo mi rammarica molto – prosegue – sia io che i miei compagni tenevamo molto a questa partita”.
 
“In porta i nostri avversari hanno, secondo me, il migliore portiere del mondo e anche oggi, parando il rigore e molti altri tiri durante la partita, ha dimostrato tutta la sua forza”.
 
“Da questa esperienza ci portiamo a casa i complimenti da parte di tutti per il gioco espresso e per la consapevolezza che meritavamo di vincere, ma si sa, il calcio è fatto di episodi e oggi è andata così”.
 
“Impariamo dai nostri errori – ammette - la sconfitta brucia e mi addolora tanto ma ora testa alta, questo è solo l'inizio”.
 
“Dobbiamo migliorare ancora molto ma ripartiamo più forti di prima, consapevoli che le fondamenta sono solide – spiega Padoan - un pensiero va al mio esempio sportivo Gianni Sasso, impegnato per la Maratona di New York, e a Salvatore La Manna: sicuramente un giorno festeggeremo insieme”.
 
“Sono orgoglioso di essere il capitano del Vicenza Calcio Amputati – conclude – e fiero di tutti i ragazzi, staff compreso”. (a cura del Cip)

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