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Festival della Cultura Paralimpica: si è chiusa la seconda edizione

Alex Zanardi: “Oggi, nel mondo, c’è tanta fame di cattive notizie ma il nostro scopo, come società, è quello di educare, per questo è necessario far brillare le belle notizie, far capire che ci sono persone che fanno cose bellissime e se riesci a far notare questo fai come diceva mio padre: chi copia piglia cinque, ma è comunque un buon punto di partenza”.

7 novembre 2019

Si è chiusa, a Padova, la tre giorni di incontri e dibattiti della seconda edizione del Festival della Cultura Paralimpica.
 
La giornata, inaugurata dalla presentazione di Yoga a raggi liberi, scritto dalla ex atleta di tennis tavolo paralimpico Patrizia Saccà, è proseguita con la presentazione del libro “Quel ficcanaso di Zanardi”. Osservando lo sport ho capito meglio la vita, in cui il campione di handbike Alessandro Zanardi ha raccontato a Stefano Volpe, giornalista de Il Mattino di Padova, la sua esperienza umana e sportiva.
 
Grande l’entusiasmo dei presenti per l’incontro con il campione bolognese, che ha esordito raccontando un aneddoto legato al padre: “Mio papà mi diceva: chi copia piglia cinque, ma è comunque un buon punto di partenza”.
 
“A un ragazzo dico: inizia da lì e poi col tuo estro e la tua fantasia rendi ancora più affascinante il tuo percorso”.
 
“Questo Festival parla di sport senza avere la parola sport nel titolo – ha osservato Zanardi – usando, invece, lo sport come cultura. Si dice che lo sport sia metafora di vita e credo sia veramente così. Credo che il senso della vita sia capire che ogni giorno si possa fare un passo in più. In questo, noi atleti paralimpici possiamo fare tanto, perché il ciclista della strada, a esempio, che viene a vedere le nostre gare, a fine giornata si sente ispirato e pensa: se lo hanno fatto loro anche io posso fare qualcosa di più”.
 
“Oggi, nel mondo, c’è tanta fame di cattive notizie – ha proseguito Zanardi – ma il nostro scopo, come società, è quello di educare, per questo è necessario far brillare le belle notizie, far capire che ci sono persone che fanno cose bellissime e se riesci a far notare questo fai come diceva mio padre: chi copia piglia cinque, ma è comunque un buon punto di partenza”.
 
“Credo che la vita sia come un giro in un circuito dove, in maniera diversa, tendi a ripassare di li e in momenti diversi ti capita di vedere cose che prima non avevi visto: si chiama esperienza”.
 
“E’ importante imparare ad accogliere i dubbi come virtù, perché è vero che è necessario costruirsi dei punti fermi, nella vita, ma bisogna sempre avere curiosità, sapere che ci sono tante cose da imparare”.
 
Alle 12, presso le scuderie di Palazzo Moroni, Silvia Biasi, atleta di sitting volley, e Antonio Fantin, nuotatore paralimpco, sono stati i protagonisti di “Storie di una rivoluzione culturale”.
 
Alle 15, sempre nei locali delle scuderie di Palazzo Moroni, proiezione del docufilm “Campioni senza barriere - Giada Rossi”, che ha visto la partecipazione della stessa Giada Rossi, campionessa di tennistavolo paralimpico e di Alessandro Arcigli, CT della Nazionale di tennistavolo. A seguire, si è parlato di “Cinema: esperienza culturale e protagonismo sociale. Accessibilità per una fruizione in autonomia del patrimonio culturale”. Il contributo al tema è stato portato da Andrea Rusich, regista del film Labbra Blu e da Stefano Pierpaoli, Coordinatore nazionale Cinemanchìo +Cultura Accessibile.
 
Alle 14.30, presso la Cittadella dello Studente, l’atleta non vedente di arrampicata sportiva Alessia Refolo ha parlato del suo libro “Se vuoi puoi. Una vita al di là del buio”, evento introdotto e moderato dal giornalista del Corriere dello Sport – Stadio Alberto Dolfin. Subito dopo, spazio alla disabilità intellettiva e relazionale con il dibattito dal tema “Disagio intellettivo e competizione paralimpica”, con gli interventi di Mario Bertolaso, in rappresentanza dell’(atletica leggera FISDIR, e degli atleti paralimpici dell’ASPEA Padova.
 
Chiusura del Festival della Cultura Paralimpica a partire dalle 16.30 al Caffè Pedrocchi, dove, in occasione dell’Aperitivo Paralimpico, si è toccato il tema “Disabilità in giallo - Intrighi letterari”, con un’intervista allo scrittore Paolo Foschi, autore del romanzo “La piscina dei misteri”. A seguire è stato presentato il libro “Giulia verso la vita indipendente, di Martina Benvenuti, con la partecipazione dell’atleta con sindrome di Down Giulia Pertile.

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