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FISDIR: bronzo, per l’Italia, ai Mondiali FIFDS di calcio a 5 per atleti con sindrome di Down

Decisivo, nella sfida per il terzo e quarto posto, il successo per 3-1 contro Il Messico. Il Ct azzurro Gianluca Oldani: “Sono orgoglioso di ognuno di loro, perché anche contro squadre tecnicamente, fisicamente e cognitivamente migliori di loro hanno dimostrato di saper giocare a calcio e che batterci non è mai facile”

6 giugno 2019

ROMA - Una grande Italia conquista la medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali FIFDS di calcio a 5. A Ribeirao Preto, in Brasile, gli azzurri si confermano ancora una volta sul podio nella massima competizione calcistica per atleti con sindrome di Down. Due anni fa, in Portogallo, fu oro ma questa volta il Brasile, padrone di casa, partiva con i favori del pronostico. Il cammino della nostra Rappresentativa verso il bronzo iridato inizia con la netta affermazione sul Perù per 6 a 1. Una partita senza storia, quella contro i sudamericani, che vede i ragazzi di Oldani andare a segno con Davide Vignando e Marco Sfreddo (autori, entrambi, di una doppietta) e con Riccardo Piggio e Carmelo Messina. Nel secondo incontro valido per il Gruppo B, l’Italia non riesce a bissare il successo maturato nel match inaugurale: contro il Messico la nostra Nazionale si fa raggiungere sul 2-2 a tre minuti dal fischio finale. Sul tabellino marcatori finiscono ancora una volta Sfreddo e Piggio. Nell’ultimo match valido per il girone, il Messico si impone sul Perù per 5-2, un risultato che regala all’Italia il primo posto nel nostro raggruppamento e la semifinale contro l’Argentina.
 
Contro la Selezione Albiceleste, gli azzurri vanno in rete con Piggio e Sfreddo, due gol che, purtroppo per i nostri, non incidono sul risultato finale. Alle reti dei due azzurri, infatti, gli argentini rispondono andando a segno per cinque volte.
 
Si arriva, quindi, alla sfida valida per il terzo e quarto posto. Di fronte ancora una volta il Messico ma questa volta l’esito è diverso. Ad aprire le marcature ci pensa Marco Fasanella ma è un vantaggio che dura appena cinque minuti, fino al gol del momentaneo pareggio firmato da Octavio Garcia Rodriguez. A indirizzare la partita a favore dell’Italia, però, ci pensano prima Sfreddo e poi Piggio, per il 3-1 finale che vuol dire bronzo.
 
Il titolo se lo aggiudica il Brasile che, in finale, si impone sull’Argentina per 7-5.
 
Entusiasta il tecnico azzurro Gianluca Oldani: “Devo fare i complimenti ai ragazzi, perché non era facile ripetersi, ma ce l’hanno messa veramente tutta per difendere il titolo mondiale vinto due anni fa in Portogallo. Sono orgoglioso di ognuno di loro – commenta – perché anche contro squadre tecnicamente, fisicamente e cognitivamente migliori di loro hanno dimostrato di saper giocare a calcio e che batterci non è mai facile. Questo terzo posto è molto importante per il futuro – ammette - perché ci darà modo di lavorare con il traguardo di raggiungere Brasile e Argentina, che sono obiettivamente superiori a noi. Faccio i complimenti al Brasile per la vittoria e per l’organizzazione di questo Mondiale – conclude Oldani - che sia da traino per tutti, perché vedere più di mille persone in un palazzetto per una partita di ragazzi con sindrome di Down è una cosa unica ed emozionate, da far venire la pelle d’oca”. (a cura del Cip)

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