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Ciclismo paralimpico: grande Italia nella prova di Coppa del Mondo di Corridonia. 24 medaglie conquistate dagli azzurri nelle Marche

Zanardi, oro nella crono H5: “Sono felice, ho corso bene: su questo percorso sapevo di avere delle caratteristiche che si sarebbero esaltate”. Pizzi, bronzo nella B con Panizza: “E’ la nostra prima gara insieme a livello internazionale: siamo contenti entrambi di questo risultato”. Tarlao, argento nella C5: “Un secondo posto che mi dà fiducia”

13 maggio 2019

ROMA - Italia del paraciclismo in grande spolvero nella prova di Coppa del Mondo di Corridonia, nelle Marche: davanti al pubblico di casa, gli azzurri hanno ottenuto un altro significativo successo, collezionando ben 24 medaglie (7 ori, 8 argenti, 9 bronzi) e terminando la tre giorni di gare al secondo posto in classifica generale, alle spalle dell’Olanda, che di medaglie ne ha conquistate meno dell’Italia, 15, ma di queste ben 10 d’oro. Nella prima giornata di gare, dedicata alla crono, Giorgio Farroni, atleta di casa, ha portato a casa l’oro nella T1, così come Ana Maria Vitelaru e Luisa Pasini, rispettivamente prime nelle categorie H5 e H1. Alla festa italiana non poteva mancare Alex Zanardi, che ha ottenuto il gradino più alto del podio nella H5. Il bottino azzurro si è quindi arricchito con gli argenti di Fabrizio Cornegliani nella H1, di Francesca Porcellato nella H3, di Roberta Amadeo nella H2 e di Andrea Tarlao nella C5. Tre le medaglie di bronzo, con Giancarlo Masini nella C1, Luca Mazzone nella H2 e la coppia formata da Ivano Pizzi e Riccardo Panizza nella categria B.
 
Spazio alle prove in linea nel secondo giorno di gare, che si è aperto con il bronzo di Mazzone nella H2, l’argento di Cornegliani nella H2 e il successo di Luisa Pasini, unica partecipante, nella H1. Secondo posto, quindi, per la Amadeo nella H2 e per la Porcellato nella H3. La sessione pomeridiana ha visto il trionfo della Vitelaru nella H5 e il secondo oro di Farroni nella T1. La giornata si è chiusa con il bronzo di Vittorio Podestà nella H3.
 
Tante medaglie, per i nostri colori, anche nell’ultima giornata di gare di Corridonia, quella su strada, che ha visto il terzo posto del Team Relay composto da Zanardi, Podestà e Porcellato, il bronzo della Coppia Pizzi/Panizza nella B, quello di Eleonora Mele nella C5 e di Michele Pittacolo nella C4. Argento, infine, per Fabio Anobile nella categoria C3.
 
“Un percorso bellissimo e un pubblico meraviglioso, che mi ha accompagnato e mi ha dato carica in più – osserva Alex Zanardi dopo l’oro nella crono - grazie a tutte le persone, Mario Valentini in testa, che mi danno consigli. Devo dire che ho corso veramente bene – ammette - accelerando verso la fine, nella gara più dura che ho mai fatto da quando ho iniziato l’attività paralimpica. Sono veramente felice – conclude il bolognese - su questo percorso sapevo di avere delle caratteristiche che si sarebbero esaltate”.
 
“’E’ la prima gara a livello internazionale che corro con Riccardo Panizza – esordisce Ivano Pizzi - siamo contenti entrambi di questo risultato, che ci fa ben sperare per il proseguo della stagione. Percorso impegnativo ed esigente ma molto bello, tecnico – analizza il corridore abruzzese - c’è stato da pedalare e nonostante tutto ci siamo ben difesi. Faccio le cose per gradi, pian piano ma certo l’obiettivo è Tokyo – assicura - con Riccardo siamo amici da anni ma siamo ai primi allenamenti e questa è la prima gara insieme. Non siamo arrivati in vetta – conclude - ma questo risultato fa ben sperare”.
 
“Un secondo posto che mi dà fiducia – spiega Andrea Tarlao - questo è un percorso che mi si addice: in gara c’è stato un piccolo inconveniente tecnico ma tutto alla fine ha girato per il meglio. Un risultato che dà lustro non solo a me ma a tutta la squadra e a quelli che ci lavorano dietro – prosegue - Tokyo? Bè, si dice ‘non c’è due senza tre’, quindi Londra, Rio… ma non diciamo niente, quello che verrà verrà naturalmente. Quello che faccio lo faccio per la mia famiglia e perché mi piace andare in bici – conclude Tarlao – ho promesso a mio nonno, in punto di morte, che avrei migliorato l’argento che ha conquistato a Londra nel ’48 nel canottaggio. Vorrei quanto meno eguagliare il suo risultato”. (a cura del Cip)

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