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Sport come diritto: garante per l'infanzia e Coni firmano il protocollo

Diffondere la cultura dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ambito sportivo, garantendo il diritto allo sport a tutti i minori in modo inclusivo, partecipato e accessibile. È l'obiettivo del protocollo d'intesa firmato dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza e il presidente del Coni, Giovanni Malagò

9 maggio 2019

ROMA - Diffondere la cultura dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ambito sportivo, garantendo il diritto allo sport a tutti i minori in modo inclusivo, partecipato e accessibile. Questo l'obiettivo di un protocollo d'intesa firmato questa mattina a Roma, nella sede del Cnel, dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Filomena Albano, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò. L'intesa, della durata di due anni e rinnovabile, prevede anche la promozione di campagne congiunte di sensibilizzazione e adozione di corretti stili di vita, ma anche percorsi di formazione rivolti a tecnici e operatori delle federazioni sportive sulla tutela dei minori. Diversi gli strumenti per raggiungere lo scopo del protocollo: si va dai convegni alle tavole rotonde, fino alle giornate di studio, mentre per monitorare l'andamento delle attività, l'intesa prevede l'istituzione di un Comitato paritetico composto da due rappresentanti dell'Autorità garante e due rappresentanti del Coni, che si riuniranno con cadenza trimestrale.
 
La firma "è tra le iniziative per il trentennale della convenzione di New York, un anno importantissimo di cui il prossimo 20 novembre ricorrono i 30 anni dalla firma di una convenzione che ha operato una rivoluzione culturale- ha spiegato Albano- Bambini e ragazzi non sono più solo oggetto di protezione da parte degli adulti, ma titolari di diritti propri. La firma del protocollo con il Coni si inserisce nell'ambito di questa attività perché riconosce e promuove l'importanza dello sport nella vita dei bambini e dei ragazzi. Insieme faremo tanti iniziative che mirano a innalzare il livello di consapevolezza e formazione di tutti quanti gli operatori che a vario titolo lavorano con bambini e ragazzi nel contesto sportivo".
 
"Grazie a Filomena Albano e agli uffici e alle strutture che hanno lavorato a questo protocollo, di cui siamo orgogliosi- ha spiegato Malagò- Il mondo dello sport collabora per sostenere una causa importante: magari chi non ha figli piccoli non se ne rende conto, ma bisogna indispensabilmente dare un contributo, una mano ai ragazzi e alle ragazze affinché siano informati sui propri diritti, che non è una cosa banale. E lo si può fare sfruttando il veicolo dello sport, perché siamo uno dei baluardi, una delle frontiere insieme alla famiglia e alla scuola: vogliamo rendere partecipi i giovani sui problemi e le violenze ed è fondamentale l'opera di formazione che portiamo avanti attraverso il sistema sportivo".

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