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Special Olympics, parte la “Torch Run” dei Giochi invernali. Edizione numero 30

In programma dal 15 al 18 gennaio a Bardonecchia e Valsusa, i XXX Giochi Nazionali invernali Special Olympics vedranno scendere in pista circa 500 atleti. In pista abilità, coraggio e il sogno dei Mondiali invernali del 2025

9 gennaio 2019

ROMA - Si aprono i cancelletti di partenza del primo evento nazionale Special Olympics dell’anno:  in programma dal 15 al 18 gennaio a Bardonecchia e Valsusa, i XXX Giochi Nazionali invernali Special Olympics vedranno scendere in pista circa 500 atleti. La delegazione italiana sarà composta da 156 persone, tra cui 22 atleti e 10 tecnici piemontesi. Gli sport in gara saranno: corsa con le racchette da neve, sci nordico, sci alpino e snowboard. Ieri si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’evento e a seguire la partenza del Torch Run che ne annuncerà l’arrivo attraversando 18 comuni del Piemonte.

“Da uomo di sport prima che da assessore, non vedo gli atleti Special Olympics come 'speciali', tutti gli atleti lo sono – ha detto Roberto Finardi, assessore allo Sport del Comune di Torino - Lo sport fa crescere e alimenta il coraggio, vale per qualunque atleta. Ognuno combatte con se stesso, con le sue paure, da uomini e da atleti. Per questo si dice che lo sport fa crescere anche dal punto di vista umano. Io vedo solo 500 atleti che fanno sport dando il loro meglio e lo fanno raggiungendo anche risultati importanti”.

“Sono molto contento di rivedere gli atleti Special Olympics che ho conosciuto in questi anni, abbiamo condiviso molte emozioni – ha dichiarato l'assessore allo sport della Regione Piemonte, Giovanni Maria Ferraris - La parola uguaglianza qui è diventata legge, cambiando in qualche modo le regole del gioco, parlando finalmente di inclusione, cercando di pensare che l’uguaglianza si deve ragionare in termini di partecipazione.Ci crediamo da anni e ne siamo fieri. Tutti gli atleti Special Olympics possono trasmetterci quella voglia di fare, quella voglia di vivere che certe volte manca alla Comunità, ci danno l’opportunità di credere nel domani. Anche nella possibilità di ospitare i Giochi Mondiali Invernali Special Olympics, a Torino nel 2025”.

“A me sembra che oggi ci sia una congiunzione astrale abbiamo trovato già lo scorso anno impianti favolosi, come anche la gente e le scuole – ha detto vicepresidente di Special Olympics Italia, Alessandro Palazzotti - C’è stata davvero una grande partecipazione ed attenzione. Ci sono davvero le condizioni per candidarsi per i Mondiali Invernali e far ritornare la Torino olimpica nel circuito mondiale nel 2025. Oggi ci siamo tutte le rappresentanze istituzionali e noi questo sogno lo porteremo avanti”.
A rappresentare gli atleti Special Olympics e testimoniare il loro coraggio ed entusiasmo, è intervenuto Andrea Ferraro, 18 anni, di Biella. “Ricordo la prima volta che partecipai ai Giochi Nazionali di Special Olympics – ha raccontato -, era proprio in occasione di un invernale, a La Thuile: avevo 13 anni. Sono stato via di casa per una settimana; la prima volta da solo con un gruppo di amici, senza la mia famiglia. Lo sci alpino ed il nuoto sono la mia grande passione. Mi hanno donato sensazioni uniche. Lo sport mi ha aiutato a crescere ad avere coraggio ma più di ogni cosa mi ha fatto sentire l'affetto e la fiducia di tante persone – ha proseguito - Sentirmi apprezzato anche da chi prima vedeva in me solo la disabilità è qualcosa di indescrivibile, il riconoscimento più grande. Quando nel luglio 2017 nella mia città, a Biella, ho gareggiato nel nuoto sentivo i miei compagni di classe e gli amici della parrocchia sugli spalti fare il tifo per me. Tra questi c'era anche Jacopo che, fino a quel momento, non era mai stato carino con me. Durante la mia gara Jacopo ha fatto un tifo scatenato ed è stato il primo a venirmi ad abbracciare. Si è congratulato e adesso il suo atteggiamento nei miei confronti è cambiato, mi sorride, mi considera... sono un suo amico. Sono molto felice di questo. Grazie a tutti, venite a vederci, ci divertiremo tantissimo!”.

Ancora, in rappresentanza degli atleti partner di Special Olympics, è intervenuto Gerald Mballe Mballe che parteciperà ai prossimi Giochi Mondiali Estivi, ad Abu Dhabi dal 14 al 21 marzo nella disciplina del calcio: “Ho vissuto anche io sulla mia pelle cosa significa lottare per sentirsi accettati, i miei primi anni in Italia sono stati, in questo senso, molto difficili. Sono stati proprio gli atleti Special Olympics, di cui oggi io sono orgogliosamente compagno di squadra, ma soprattutto amico a farmi sentire uno di loro: a farmi sentire incluso! Perchè lo sport unificato serve proprio a questo ad andare oltre l'apparenza, oltre il colore della pelle, oltre l'abilità o la disabilità. Lo sport è il mezzo perfetto per entrare in comunicazione ed abbattere tutte quelle barriere mentali costruite su stereotipi e pregiudizi. E’ difficile descrivere a parole cosa si prova a mettersi veramente in gioco, ma invito voi tutti a provare in prima persona questa meravigliosa esperienza: scendete in campo e rivoluzionerete completamente il punto di vista da cui guardate questi atleti, saranno allora i vostri compagni di squadra e di vita, dai quali imparerete più di quanto possiate immaginare. Tutti noi abbiamo uno strumento nelle nostre mani, utilizziamolo per tornare alle nostre comunità e dare voce e potere a tutti”.

Infine, tra gli atleti Special Olympicas è intervenuto anche Steven Bragato, 24enne di Alessandria, che ai Mondiali giocherà a basket: “Per me è un grande onore rappresentare, insieme ai miei compagni l’Italia ad un evento mondiale – ha detto - Mi piacerebbe tanto tornare a casa con una medaglia ma la mia vittoria più grande è stata la scoperta dello sport, la possibilità, attraverso Special Olympics di inseguire una mia passione, realizzare il sogno di sentirmi gratificato e soddisfatto di me stesso. Ricordo ancora il giorno del mio primo allenamento con Special Olympics come uno dei momenti più belli della mia vita. Temevo, come era già accaduto in passato, di non essere accettato dai nuovi compagni, invece mi hanno accolto con grande entusiasmo facendomi sentire, da subito, parte del gruppo. Oggi sento la fiducia delle persone che mi sono vicine, non mi sento più giudicato e ogni giorno sento forte l’opportunità, per me, di dare il massimo in ogni cosa che faccio. Credo di essere cambiato tanto grazie allo sport: questa per me è la vittoria più bella”. Sono diventato un volontariato della Croce Rossa e da circa un anno collaboro con un’azienda agricola come aiuto magazziniere. Ma non sono cambiato solo io. Sento che è cambiata anche la percezione che gli altri hanno di me e questo mi da coraggio nell'affrontare ogni sfida con entusiasmo e convinzione. Grazie a tutti per questa meravigliosa opportunità, ce la metterò tutta”.

Dopo la conferenza stampa, è partita da piazza Verde la Torch Run: la corsa a staffetta che, scortata da atleti Special Olympics e rappresentanti delle forze dell’ordine, partendo da Torino attraverserà 18 comuni del Piemonte per mettere in luce la forza dello sport nella costruzione di comunità inclusive. Il “fuoco della speranza” terminerà la sua corsa in occasione della Cerimonia di apertura dei Giochi prevista per il 15 gennaio, alle ore 15.30, a Bardonecchia, in Piazza Valle Stretta- Palazzo delle Feste. Seguiranno quattro giorni gara per vincere, dunque, prima di tutto sui propri limiti, ma anche per lanciare un messaggio di inclusione attraverso lo sport unificato che, in particolare nello sci nordico e nelle racchette da neve, vedrà scendere in pista atleti partner senza disabilità.

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