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Wheelchair hockey: l'Italia è campione del mondo

A Lignano Sabbiadoro, gli azzurri superano la Danimarca in finale e conquistano il primo titolo iridato della loro storia. Jon Ignea: "L'obiettivo dichiarato alla vigilia era quello di provare a vincere: abbiamo lavorato quattro anni per questo". Marco Ferrazza: "Finalmente possiamo dire di aver vinto la medaglia più importante, una medaglia che mancava"

1 ottobre 2018

ROMA - Grazie al successo, in finale, sulla Danimarca, l'Italia è campione del mondo di wheelchair hockey. Il sogno cullato alla vigilia dell'evento è pertanto diventato realtà e oggi la nostra Rappresentativa, di fronte al pubblico di casa, può finalmente fregiarsi del titolo di Nazionale più forte al mondo.
 
L'appuntamento iridato, che si è svolto a Lignano Sabbiadoro dal 26 al 30 settembre, ha visto la nostra Rappresentativa inserita nel Gruppo A insieme a Svizzera, Canada e Olanda. La prima sfida ha opposto l'Italia alla fortissima Svizzera, un test subito difficile, per i nostri, ma brillantemente superato per 9-5.
 
La cronaca dell'incontro vede il micidiale uno-due degli azzurri in apertura, con le reti di Emanuele Fracasel al quarto e di Claudio Comino al quinto. Gli elvetici, però, accorciano le distanze con Jan Schaublin e poi pareggiano i conti con Veronica Conceicao. Al minuto 17 i padroni di casa sono di nuovo avanti, grazie al secondo centro di Comino. Un vantaggio che dura appena un minuto, perché al 18esimo Manuel Melder segna la rete del 3-3 e un minuto più tardi lo stesso Melder porta avanti i suoi. Ancora Comino, al 19esimo, sul tabellino marcatori, un gol che di fatto chiude il secondo tempo. Devastante il terzo parziale per i ragazzi di Vadalà, a segno con Comino e per due volte con Fracasel. Al 36esimo Schaublin accorcia per la Svizzera, ma al 36esimo e al 39esimo Fracasel realizza le due reti che fissano il risultato sul 9-5 per gli azzurri.
 
Goleada della nostra Nazionale nel secondo incontro dei Mondiali. Contro il Canada l'Italia si impone per 22-0. Quattro le reti messe a segno nel primo tempo, con Mattia Muratore al secondo minuto di gioco e con la tripletta di Andrea Felicani (3', 4', 7'). Sette i gol realizzati nel secondo parziale: Jon Ignea (11' e 13'), Andrea Felicani (12', 14' e 18'), Claudio Salvo (17' e 19'). Senza storia anche l'ultima frazione di gioco, con i nostri che di gol ne segnano ben 11: Claudio Comino (27', 28', 31' e '34), Mattia Muratore (32', 34' e 35'), Emanuele Fracasel (36', 37', 38' e 39').
 
Prima e unica battuta d'arresto, dell'Italia, nel terzo match dei Mondiali. Contro l'Olanda finisce 4-0 per i nostri avversari, a segno per ben quattro volte con Dennis Van den Boomen. Una debacle, però, che non impedisce ai nostri di andarsi a giocare la semifinale contro la Germania. L'alta posta in palio caratterizza la sfida, subito molto tesa e combattuta. Il punteggio di 1-1 al termine dei tempi regolamentari - di Comino la rete italiana, di Nasim Afrah quella tedesca - obbliga le due squadre a giocarsi l'accesso in finale prima ai supplementari e poi ai rigori. I penalty vedono gli azzurri andare a segno due volte con Muratore e una con Felicani, i tedeschi rispondere con Afrahe e con due gol di David Huber. A scrivere la parola fine sul match ci pensa il rigore di Claudio Comino, per il 5-4 che regala all'Italia il sogno della finale. Di fronte la Danimarca, che un po' a sorpresa elimina l'Olanda (4-3).
 
La partita contro gli scandinavi si sblocca solo al minuto 20, grazie al centro di Jon Ignea. Sembra fatta, ma allo scadere Anders Berenth manda le due formazioni ai rigori. Come successo in semifinale contro la Germania, l'Italia si impone anche contro la Danimarca, grazie ai centri di Muratore e Felicani e ai due rigori parati dall'estremo difensore Marco Ferrazza.
 
"I miei gol non sono costruiti, diciamo che mi trovo nella posizione giusta al momento giusto - esordisce Jon Ignea, marcatore in finale contro la Danimarca - anche agli Europei mi era successo così, segnando, oltretutto, all'ultimo secondo".
 
"Ci credevamo a questa vittoria, nel senso che l'obiettivo dichiarato alla vigilia era quello di provare a vincere - assicura - abbiamo lavorato quattro anni per questo e venivamo dal secondo posto agli ultimi Europei".
 
"Sapevamo che la squadra c'era, anche perché a ogni raduno notavamo che c'erano le potenzialità, poi, certo, la felicità è grande quando passi dal crederci al vederlo realizzare".
 
"Già contro la Svizzera abbiamo giocato una partita decisiva - ricorda l'azzurro - una sconfitta ci avrebbe mandato fuori, invece dopo quel successo abbiamo cominciato a crederci".
 
"La finale è stata molto emozionante e poi è stato bello aver vinto di fronte al nostro pubblico - prosegue - certo, da un lato il fatto di giocare in casa ti mette addosso molte aspettative ma devo dire che siamo stati bravi a trasformare la pressione nella spinta del pubblico. Anche il Presidente del Cip Pancalli, la sera prima della finale, ci ha motivato con un bellissimo discorso: lui riesce sempre a dire le parole giuste".
 
"Ho iniziato a praticare wheelchair hockey nel 2012 - conclude Ignea - sinceramente, in quel momento, mai avrei pensato di ritrovarmi un giorno campione del mondo".
 
"Ho bisogno di un po' di tempo per realizzare quanto successo, credo ci vorranno ancora un paio di settimane - con queste parole l'azzurro Marco Ferrazza commenta il titolo iridato appena conquistato - siamo veramente molto contenti, abbiamo lavorato duro, aspettavamo tanto questa partita, anche perché si trattava della seconda finale in quattro anni".
 
"La prima volta siamo arrivati alla finale un po' impreparati, questa volta no - aggiunge - dopo la semifinale contro la Germania abbiamo aspettato a festeggiare, memori dell'ultimo Europeo".
 
"Finalmente possiamo dire di aver vinto la medaglia più importante, una medaglia che mancava - ammette Ferrazza - per me è stato un Mondiale particolare, sono partito con un altro ruolo, prima mazza, poi stick e alla fine mi hanno provato in porta: è andata bene, contro la Germania ho parato due rigori, così come contro la Danimarca".
 
"Purtroppo, in finale, abbiamo preso il gol del pareggio allo scadere, quando mancava meno di un minuto alla fine - ricorda il romano - molti di noi pensavano che affrontare la Danimarca sarebbe stato un po' più semplice rispetto alla semifinale, anche perché la Germania è una squadra veramente molto forte. Allo stesso tempo avevamo studiato molto la Danimarca e sapevamo che non ci avrebbe regalato nulla".
 
"Quest'anno ci sono state tante situazioni al limite, rigori o gol presi all'ultimo, come il golden gol subito al Cinque Nazioni ma la forza di questa squadra, ai Mondiali, è stata quella di riuscire a girare la situazione a nostro favore". "Oggi - conclude Ferrazza - sappiamo che ce la possiamo giocare con tutti ad armi pari, senza paura di nessuno". (a cura del Cip)

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