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Paracanoa: due ori, per l’Italia, agli Europei di Belgrado

Sul gradino più alto del podio Ciustea nei 200 metri VL2 e di Farias nei 200 KL1. Marius Bogdan Ciustea: “Era importante vincere ma ora voglio vincere anche ai Mondiali, mantenermi su questi livelli e, se possibile, migliorarmi ancora. L’obiettivo è quello di arrivare a Tokyo 2020”

12 giugno 2018

ROMA - “Ci tenevo tanto a vincere questo Europeo: ora punto ai Mondiali, dove spero di ripetermi”. Marius Bogdan Ciustea è uno dei volti nuovi della paracanoa azzurra. Classe 1993, a forza di successi si è ritagliato un ruolo di primo piano all’interno della Nazionale Italiana e di un gruppo ogni giorno più competitivo a livello internazionale. L’ultimo successo, in ordine di tempo, Marius l’ha ottenuto a Belgrado, teatro, dall’8 al 10 giugno, dei Campionati Europei. L’azzurro, che ha gareggiato nei 200 metri VL2, ha trionfato grazie al crono di 54.513, precedendo, sul traguardo, il russo Roman Serebryakov, argento con il tempo di 56.126, e l’ungherese Tamas Juhasz, bronzo con 58.223. Per il portacolori della AISA Sport il titolo continentale arriva dopo l’affermazione di un mese fa in Coppa del Mondo a Szeged, in Ungheria.
 
“Questa vittoria è ancora più importante di quella maturata in Coppa del Mondo – confessa l’azzurro – a Belgrado ho trovato ancora più atleti, più competitivi e che valevano di più e soprattutto atleti che non conoscevo. Proprio per questo, rispetto a Szeged, ho avuto più paura di non farcela a salire sul podio – ammette Ciustea – quindi ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima, ho cominciato a valutare i miei rivali dal fisico che avevano e devo ammettere che avevano tutti un fisico tosto. Era importante, per me, vincere ma ora voglio vincere anche ai Mondiali, mantenermi su questi livelli e, se possibile, migliorarmi ancora”. Proprio in vista della rassegna iridata, Marius assicura: “Devo darci dentro per riuscire a scendere di tempo, perché non sai mai chi può uscire fuori in questo periodo”.
 
Ciustea, un passato nel calcio con la squadra romana della Lodigiani, si è avvicinato alla paracanoa dopo un incidente automobilistico: “La svolta è stata l’incontro con il presidente della AISA Sport. E’ stato lui a propormi di praticare canoa e a mandarmi sul lago di Castel Gandolfo: per me era un sogno che volevo realizzare da tempo. Era da molto, infatti, che volevo provare questa disciplina – spiega – mi è piaciuta subito, anche perché si pratica all’aria aperta. La fatica? Si, certo, è uno sport duro ma se una cosa ti piace tanto la fatica non la senti. L’obiettivo è quello di andare ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 – conclude Marius - le premesse ci sono tutte ma sono anche consapevole che le cose possono cambiare, per questo devo stare sempre a mille”.
 
Quello di Ciustea non è stato l’unico trionfo azzurro a questi Europei. A salire sul gradino più alto del podio, nella gara dei 200 metri KL1, è stato Esteban Farias. L’italo-argentino, campione del mondo ed europeo in carica, ha dominato con il tempo di 47.648. Alle sue spalle si è piazzato l’ungherese Robert Suba (48.278), quindi il francese Remy Boulle (50.018). Podio solo sfiorato per Federico Mancarella, che ha chiuso la gara della KL2 con il crono di 43.391. L’oro è andato all’austriaco Markus Swoboda (42.906). Una sfortunata Eleonora De Paolis è caduta a pochi metri dal traguardo nella KL1 200 metri. La prova è stata vinta dalla britannica Jeanette Chippington (56.631). Fuori dal podio anche Fabrizio Aprile e Silvia Biglia, rispettivamente sesto (52.951) e quinta (01:10.741) nella VL3 200 metri e nella VL2 200 metri. (a cura del Cip)

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