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Tiro a segno paralimpico: un argento e un bronzo, per l’Italia, ai Mondiali di Cheongju

Pamela Novaglio, terza nella carabina mista 50 metri e qualificata alle prossime Paralimpiadi: “Un risultato di prestigio in senso assoluto: a Tokyo 2020 mancano due anni e mezzo e saranno due anni e mezzo che sfrutterò per lavorare su tanti aspetti”

16 maggio 2018

ROMA - Una medaglia d’argento e una di bronzo: prosegue il buon momento di forma del tiro a segno paralimpico italiano. A Cheongju, in Corea del Sud, sede, dal 4 all’11 maggio, dei Campionati Mondiali, i nostri tiratori hanno scritto una nuova bella pagina di sport per l’intero movimento. A conquistare il terzo gradino del podio e soprattutto la carta olimpica che le assicura già un posto alle prossime Paralimpiadi di Tokyo 2020, è stata l’atleta bresciana Pamela Novaglio, bronzo nella specialità di carabina mista 50 metri. Con 228.1 punti, la lombarda ha ottenuto il terzo posto dietro alla slovacca Kristina Funkova (250.7) e all’ucraino Vasyl Kovalchuk (248.9). Il bottino azzurro si è quindi arricchito grazie alla medaglia d’argento conquistata nella specialità R5 carabina 10 metri a terra dal team composto da Andrea Liverani, Massimo Dalla Casa e dalla stessa Pamela Novaglio. Il successo è andato alla Serbia, terza la Thailandia.
 
“Ai Giochi di Rio, nel 2016, mi sentivo ancora un po’ inesperta e onestamente non potevo puntare molto in alto – ammette Pamela – ma ora mi sento molto più matura. A Tokyo 2020 mancano due anni e mezzo e saranno due anni e mezzo che sfrutterò per lavorare su tanti aspetti: quelli tecnici sono solidi, ora dovrò curare maggiormente quello della preparazione mentale, che rappresenta l’80% del nostro sport. A Cheongju ho provato tanta emozione – ricorda l’azzurra – ho iniziato con una prima gara a 60 colpi, in cui tutti i partecipanti esprimono i loro risultati: i primi otto si giocano la finale”.
 
“Negli ultimi colpi delle qualifiche capivo che stavo facendo bene e a quel punto è subentrata la paura di sbagliare – spiega la Novaglio - in finale ho ritrovato la necessaria concentrazione e ho iniziato a divertirmi: tenere il risultato a un livello alto aumentava, in me, la consapevolezza che stessi facendo bene. A medaglia ero andata anche in Coppa del Mondo a Bangkok ma aver ottenuto un podio ai Mondiali è ancor più importante, perché ai Mondiali arrivano tutti più preparati – osserva – in Corea, poi, si sono presentati tutti i big, quelli con maggiore esperienza, tutti gli atleti medagliati ai Giochi da Atene a oggi. A Cheongju ho ottenuto un risultato di prestigio in senso assoluto – assicura – ma adesso è arrivato il momento di tirar su le maniche per gestire la pressione: se riesco a fare tutto più serenamente e un poco alla volta sono sicura che andrà tutto a posto ma l’emozione è qualcosa che c’è sempre e che deve esserci sempre”.
 
Pamela Novaglio ha un grande passato di campionessa di sci nordico. Con questa disciplina ha preso parte a tre edizioni dei Giochi Paralimpici Invernali: Torino 2006, Vancouver 2010, Sochi 2014. “Il nordico lo pratico per divertimento e per tenermi in forma e poi collaboro ancora con la Federazione Italiana Sport Paralimpici Invernali della Presidente Nasi e con gli allenatori del nordico, allo scopo di cercare nuovi talenti”. Tornando al tiro a segno, Pamela dice: “Siamo veramente un bel gruppo e una bella squadra: Liverani e Croci sono arrivati a un passo dall’ottenere la quota per qualificarsi ai Giochi. Le gare di pistola sono state sfortunate, per noi, ma sono certa che ci arriveremo e ai prossimi Mondiali in Australia avremo la possibilità di qualificare la squadra”. (a cura del Cip)

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